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Finanziamenti per la ricerca, le migliori strategie per reperimento e gestione

Collaborazione Ateneo di Udine-Associazione tetra-paraplegici Fvg
Al via progetto sulle organizzazioni non profit mondiali
che sostengono la ricerca sulle lesioni al midollo spinale

12 giugno 2007

Individuare le migliori strategie utilizzate a livello mondiale nel reperimento e gestione dei finanziamenti per la ricerca scientifica sulle lesioni al midollo spinale. È l’obiettivo del progetto di ricerca in ambito biomedicale “Modelli di management delle organizzazioni non profit. Le organizzazioni per il finanziamento della ricerca sulle lesioni al midollo spinale” avviato dal dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Udine in collaborazione con l’Associazione tetra-paraplegici del Friuli Venezia Giulia. Le modalità organizzative così individuate saranno poi adottate dall’Associazione tetra-paraplegici del Friuli Venezia Giulia. Al progetto lavorano la professoressa Cristiana Compagno, responsabile scientifico della ricerca e docente di Strategie d’impresa, Giancarlo Lauto ed Elisa Ius.

La prima fase della ricerca analizzerà, con uno studio esplorativo condotto a livello mondiale, le specificità della gestione del marketing strategico e operativo, in particolare nel campo della comunicazione, utilizzate dalle organizzazioni senza fine di lucro impegnate nella raccolta fondi per la ricerca sulle lesioni midollari. Successivamente, saranno considerate le diverse opzioni per l’organizzazione dell’attività dei ricercatori (laboratori interni o finanziamento di strutture esterne), il monitoraggio dei risultati, le opportunità di divulgazione al pubblico e di sfruttamento industriale.

Al progetto parteciperanno anche enti appartenenti alla principale alleanza internazionale tra organizzazioni per la ricerca sulle lesioni spinali, l’International campaign for cures of spinal cord injury paralysis. Accanto alle organizzazioni italiane Vertical e Telethon Italia, parteciperanno anche la Wings for life (Austria), la Neil Sachse Foundation (Australia), lo Spinal research trust (Gran Bretagna), la Fondation internationale pour la recherce en paraplegie (Svizzera), la Paralyzed veterans of America, lo Spinal cord society e la Myelin Project (Stati Uniti).

Nel mondo, le organizzazioni non profit hanno raccolto più di 200 miliardi di euro da destinare alla ricerca sulla mielolesione. «Volumi di attività così consistenti – spiega Compagno – richiedono l’attivazione di tecniche di management per il coordinamento di una filiera che parte dal fundraising e dall’investimento dei capitali raccolti, per arrivare alla selezione, al finanziamento e al monitoraggio dei progetti di ricerca, fino alla traduzione dei risultati scientifici in applicazioni industriali. Il tutto è reso ancor più complesso dalla competizione tra organizzazioni non profit per la raccolta delle donazioni, dai dilemmi bioetici insiti nei progetti di ricerca, dalla necessità di costituire team di ricerca multidisciplinari e dall’urgenza di attivare efficaci meccanismi di trasferimento tecnologico».

In Italia le mielolesioni coinvolgono oltre 80.000 persone, con circa 2000 nuovi casi all’anno. In media, l’80% di questi casi coinvolge soggetti maschili; oltre la metà avvengono tra i 15 e i 30 anni. «La collaborazione con la facoltà di Economia dell’Università di Udine – spiega il presidente dall’Associazione tetra-paraplegici del Friuli Venezia Giulia, Giovanni De Piero – è essenziale per l’avviamento e il reperimento dei fondi in Friuli Venezia Giulia per il sostentamento della ricerca scientifica sulle mielolesioni e in particolare a favore del laboratorio di ricerca Spinal attivato presso l’Ospedale Gervasutta di Udine in collaborazione con la Sissa di Trieste».

 

 

 

Aggiornata il 16 maggio 2013