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Udine, documento ordine medici, no all'eutanasia

7 luglio 2007

(ANSA) - UDINE, 7 LUG - No all'eutanasia, no all'accanimento terapeutico, sì all'accompagnamento del paziente verso la morte come diritto inalienabile di qualsiasi cittadino: sono alcune delle " linee d'azione" contenute nel documento nazionale della Federazione degli Ordini dei medici italiani (Fnomceo) che è stato approvato oggi, a Udine, dopo il convegno di ieri su 'Etica del fine-vita' con la partecipazione del ministro della Salute, Livia Turco. " Il medico - è detto ancora nel documento - deve essere sempre indipendente, condizione imprescindibile di garanzia affinché le richieste di cura e le scelte dei pazienti vengano accolte. I divieti sono stati quindi messi nero su bianco, anche se erano già contenuti nel Codice di deontologia medica. Sono stati anche formulati appelli verso il legislatore, che si prepara ad elaborare la legge sulle direttive anticipate e il testamento biologico. Non potevano mancare, nel documento, i capisaldi dell'azione dei medici: migliorare il principio di autodeterminazione dei pazienti, massima priorità verso i soggetti più deboli, come i malati terminali, quelli inguaribili, morenti e incapaci. Non soltanto una formazione più adeguata della classe medica, bensì una maggiore consapevolezza pubblica dell'urgenza di interventi complessivi a tutela dell'assistenza del morente. I camici bianchi, in questo primo documento condiviso e su scala nazionale, domandano più mezzi alla società. Resta, come premessa e cappello introduttivo allo spirito con cui è stato alimentato il testo, l'alleanza terapeutica tra medico e paziente: si sente la necessità - è stato detto - di ridescrivere nuovi e altri profili di cura e di presa in carico delle fragilità e delle debolezze proprie di chi è gravato da una patologia invalidante o dall'esito infausto. I medici - si legge nel documento - sono contrari ad ogni forma di accanimento terapeutico e all'eutanasia intesa come somministrazione di sostanze con lo scopo di provocare la morte.(ANSA).

Per Amedeo Bianco, presidente nazionale della Fnomceo, il documento approvato oggi dai medici italiani " mette ordine, fa chiarezza e stabilisce le linee guida dell'azione medica, oltre a indicare spunti che potranno essere utili per la futura azione legislativa". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente dell'Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte, secondo il quale " abbiamo un documento finalmente valido per tutti, approvato da tutti, perfettamente dentro i confini già tracciati dal Codice di deontologia. Nel documento si trovano i valori fondanti il codice della professione medica". Si difende così quel ruolo di garanzia - hanno aggiunto Bianco e Conte - di solidarietà e di equità che la medicina italiana vuole praticare soprattutto nelle tematiche sulla fine dell'esistenza. " La rinuncia a terapie sproporzionate, all'accanimento terapeutico non può essere equiparata ad una volontà suicida del paziente, né ad una volontà omicida di chi vi acconsente. E' chiaro - ha concluso Bianco - che ci si muove in un ampio territorio di grigio dove è quasi impossibile ricorrere ad una casistica precisa di patologie, situazioni e supporti terapeutici".(ANSA).

 

Aggiornata il 16 maggio 2013