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Stili di vita sbagliati, ora si indaga

L'Azienda sanitaria ha deciso di partecipare ad una iniziativa sulle abitudini dei residenti. Interviste a domicilio

11 luglio 2007

Troppo fumo, alcol e cibo: un monitoraggio dello studio " Passi" consentirà di correggere gli errori

IL GAZZETTINO Mercoledì, 11 Luglio 2007

Gli stili di vita sbagliati sono oramai considerati un'emergenza sanitaria. Non a caso avere una fotografia in tempo reale delle condizioni generali di salute della popolazione consente alle Aziende sanitarie di intervenire con progetti mirati e - per quanto possibile - cercare di migliorare un trend che potrebbe portare a patologie gravi o croniche.

Lo studio. Proprio per questo l'Ass 6 e in particolare il Dipartimento di prevenzione diretto da Manuela Zamparo ha deciso di partecipare in maniera organica ad un sistema di sorveglianza inserito nella rete nazionale, denominato " Passi" che ha la funzione di raccogliere con continuità i dati sugli stili di vita dei residenti. C'è da dire che l'Ass 6 ha già partecipato nel 2005 - '06 alle rilevazioni dello studio " Passi". Si è trattato di una sperimentazione che - vista la qualità dei dati raccolti - ha indotto gli esperti dell'Azienda ad entrare nelle rete nazionale mantenendo sempre attivo il monitoraggio. «Lo studio - ha spiegato la Zamparo - consentirà di aggiungere la dimensione temporale all'indagine e quindi di cogliere fenomeni altrimenti non percepibili quali le linee di tendenza o cambiamenti anche rapidi. Tutti indicatori che ci consentiranno in tempo reale di poter intervenire con progetti mirati in modo da migliorare la qualità della vita. Il dato sicuramente interessante - conclude la responsabile del Dipartimento di prevenzione dell'Ass 6 - è che rispetto alle indagini Istat questo monitoraggio ci consentirà di avere in tempi quasi reali le caratteristiche comportamentali dei residenti nel Friuli Occidentale».

Gli stili di vita. Lo studio si concentrerà in particolare su alcuni aspetti che determinano non solo la qualità della vita, ma anche e soprattutto i comportamenti delle persone. In particolare l'uso e l'abuso di alcol, il fumo, l'alimentazione, la sicurezza alla guida dei veicoli, ma anche l'attività fisica, la percezione della salute, il controllo della pressione, del colesterolo e del diabete.

Le modalità del monitoraggio. Lo studio " Passi" si basa sulle interviste che il personale specializzato dell'Ass 6 farà ad un campione rappresentativo di residenti in provincia. Saranno rappresentante tutte le varie fasce di età perchè gli intervistati andranno dai 18 ai 69 anni. Il campione di popolazione verrà estrapolato periodicamente. Dovranno rispondere i " titolari" prescelti dall'Ass 6 che però dovranno avere anche dei sostituti. L'intervistatore se non riuscirà a mettersi in contatto telefonico con il titolare potrà rivolgersi al sostituto solo dopo aver effettuato non meno di sei contatti che dovranno essere distribuiti in diverse fasce orarie. Il monitoraggio partirà nelle prossime settimane, ma le interviste ai residenti saranno prima precedute da una lettera che spiegherà l'iniziativa. I medici di famiglia sono coinvolti ed informati. Chi volesse chiedere informazioni può farlo direttamente al proprio medico di fiducia. Tutte le informazioni saranno rese anonime e trattate in base alla legge sulla privacy.

La fotografia attuale. Come detto l'Ass 6 ha già partecipato, seppur in fase sperimentale allo studio Passi. La fotografia che è uscita sugli stili di vita in provincia non è certo edificante. Ecco alcuni dati legati al monitoraggio effettuato nel 2005 e nei primi mesi del 2006.

Percezione dello stato di salute. Il 60 per cento dei pordenonesi è soddisfatto del proprio stato di salute. Un dato sicuramente elevato, ma che resta comunque il più basso rispetto a triestini (75\%) e udinesi (74\%). Il dato positivo è che i residenti in provincia si assentano meno dal posto di lavoro rispetto agli altri residenti in regione.

Attività fisica. In questo caso il monitoraggio ha evidenziato che i residenti sono i più pigri. Il 20 per cento delle donne non svolge alcuna attività fisica e la stessa cosa accade per il 17 per cento degli uomini. Dati migliori a Trieste dove non si muove il 15 per cento delle donne e il 10 per cento degli uomini.

Fumatori. Chi fuma di più in regione sono i triestini (33 per cento) seguiti dai pordenonesi (25 per cento) e dagli udinesi (22 per cento). La media è di 12 sigarette al giorno.

Alimentazione.È uno dei punti deboli del Friuli Occidentale dove esiste la media regionale più alta di persone sovrappeso. I dati parlano chiaro: il 46 per cento dei residenti è sovrappeso contro il 30 \% dei triestini e il 36\% degli udinesi. Man mano si alza l'età cresce anche la pancia: il 54 per cento dei pordenonesi oltre i 55 anni ha chili in più. Alcol. La percentuale di chi consuma alcolici fuori pasto resta alta in provincia (70\%) ma comunque più bassa rispetto all'Ass 4 Medio Friuli (82\%) e Ass 1 Triestina (77\%). Su questo fronte il 33 per cento dei bevitori residenti nel Friuli Occidentale è a rischio (cirrosi, cancro al fegato e altre patologie), contro il 49 \% dei residenti nel Medio Friuli e il 39\% dei triestini.

Loris Del Frate

Aggiornata il 16 maggio 2013