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Turco e beltrame su testamento biologico

6 luglio 2007

A. R. C. 06 luglio 2007  - Parte oggi da Udine, con la presentazione al convegno " Etica di fine vita: percorsi per scelte responsabili" organizzato dalla Federazione degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, la richiesta al Governo di un atto normativo che dia la possibilità di recepire il testamento biologico.

Il convegno, definito dal presidente friulano del FNOMCeO Luigi Conte, " un luogo di incontro per dismettere atteggiamenti di discettazione preconcetta e favorire il dialogo", è stato sede per la presentazione ufficiale dei primi risultati dell'indagine nazionale Italed, promossa dalla Federazione degli Ordini dei Medici e realizzata dal CSPO - Istituto scientifico per la prevenzione oncologica di Firenze. Una ricerca che, ha detto Conte, ha evidenziato da un lato il fatto che ormai il 64 per cento dei medici italiani chiede appunto al parlamento una norma per il riconoscimento del testamento biologico e dall'altro che soltanto lo 0,7 dei 2674 medici che hanno risposto al questionario in forma anonima entro il 5 luglio, si è dichiarato responsabile di eutanasia. Una percentuale bassissima, che conferma un altro risultato della ricerca: ben il 72 per cento di quanti hanno risposto considera importanti le proprie convinzioni religiose o filosofiche nella sua pratica professionale.

" Mi sembra impossibile che a livello parlamentare non si riesca a trovare un accordo su un tema di tale rilevanza", ha detto l'assessore regionale alla Salute Ezio Beltrame, che con il ministro Livia Turco ha partecipato al convegno di Udine.

" Non si deve banalizzare e occorre tener ben presente che cure palliative, testamento biologico ed eutanasia non sono la stessa cosa" ha proseguito l'assessore, confermando di essere personalmente contrario all'eutanasia ma anche totalmente favorevole alle cure palliative che " vanno garantite ed implementate" e al testamento biologico " come dichiarazione di volontà e strumento di dialogo tra medico e paziente".

Anche il ministro Turco ha rilevato che " la legge sul testamento biologico è importante perché favorisce la costruzione di una relazione positiva tra medico e paziente perché responsabilizza entrambi". " Mi auguro - ha detto ancora il ministro - che in parlamento si trovi un'intesa tra le forze politiche. Nel frattempo si può fare molto, e lo stiamo facendo, per promuovere la dignità della fine della vita delle persone, potenziare le cure palliative e dare sostegno alle famiglie attraverso l'assistenza domiciliare". Secondo Turco, il documento presentato oggi al convegno è uno strumento di lavoro che " dimostra quanto i medici italiani siano disponibili e impegnati a costruire una relazione positiva con i pazienti, non solo promuovendo la cura ma anche prendendosi carico delle persone, dato, quest'ultimo, di grande rilievo".

In realtà, ha dichiarato ancora Beltrame, l'interesse del medico ad un approccio corretto alle problematiche evidenziate dal convegno di Udine è pari all'interesse del cittadino. Quanto alla necessità che il Parlamento prenda al più presto posizione, ha notato l'assessore, dobbiamo ricordare che il nostro Paese ha già ratificato la Convenzione di Oviedo, la quale stabilisce che " i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell'intervento, non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione". Un buon punto di partenza, ha detto Beltrame, che, poiché il medico è spesso chiamato ad effettuare scelte per cui l'orientamento del malato potrebbe essere un aiuto per decidere, conferma le indicazioni esistenti e l'urgenza di decisioni normative.

ARC/Luciana Versi Zambonelli

 

Aggiornata il 16 maggio 2013