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Sanità: fvg; percorso in due fasi per riforma ass

17 aprile 2007

(ANSA) - Un percorso in due fasi per passare da sei a tre Aziende servizi sanitari sul territorio del Friuli Venezia Giulia: è questa l'ipotesi di riforma illustrata oggi dall'assessore regionale alla Salute, Ezio Beltrame, nel corso di un'audizione nella III Commissione del Consiglio regionale. La regione sarebbe suddivisa in tre Ass relative alle province di Udine, di Pordenone e al territorio delle province di Gorizia e Trieste. La prima fase della riforma delle aziende sanitarie consisterebbe nel recepimento normativo degli organismi previsti per le " aree vaste", con la realizzazione di una gestione unica di alcune funzioni direzionali e la definizione del percorso per arrivare alla seconda fase con il coordinamento della programmazione delle " aree vaste" e la nascita di un coordinamento degli ospedali di rete.

Secondo Beltrame, la soluzione porterebbe ad una maggiore collaborazione tra gli ospedali e a un'assistenza di qualità perché si raggiungerebbero numeri tali da consentire effettive economie, favorendo una redistribuzione delle risorse sul territorio, una migliore gestione della mobilità interna o dell'impiego dei professionisti e garantendo maggiore libertà di scelta agli utenti. Per la Giunta regionale un effetto finanziario positivo si avrebbe inoltre immediatamente grazie alla riduzione delle direzioni, mentre nel medio periodo l'unificazione delle sedi e delle strutture organizzative potrebbe portare a un ulteriore risparmio. In questo processo di razionalizzazione la Giunta intende monitorare costantemente la situazione, rafforzare i distretti, intensificare il dialogo con gli Enti locali, gestire al meglio le fasi di fusione e la mobilità del personale. Nel corso del dibattito in Commissione l'opposizione ha invece chiesto in particolare di vedere i contenuti e i passaggi dello studio fatto in collaborazione con la Bocconi di Milano e di sapere se la riduzione del numero di aziende sanitarie porterà effettivamente ad una diminuzione della spesa sanitaria e ad un miglioramento dei servizi erogati sul territorio. Beltrame ha inoltre sottolineato che, per quanto riguarda gli ospedali piccoli, la Giunta ha già individuato per loro compiti precisi per promuovere una maggiore sinergia del sistema e mantenere un contatto capillare con il territorio.

Aggiornata il 16 maggio 2013