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Illy presenta progetto cure primarie in FVG

10 novembre 2007

Cernobbio, 10 nov - Sarà sperimentato in Friuli Venezia Giulia, nel distretto sanitario di San Daniele del Friuli (Udine), un nuovo modello organizzativo nel campo delle cure primarie. Lo ha annunciato il presidente della Regione Riccardo Illy che oggi a Cernobbio, sul lago di Como, è intervenuto al secondo Forum " Meridiano sanità: le coordinate della salute", promosso da Ambrosetti The European House, nel corso del quale è stato fra l'altro presentato il " Rapporto finale 2007", un'approfondita indagine sul Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

La sperimentazione a San Daniele è stata resa possibile grazie alla disponibilità manifestata dal presidente Illy in occasione del primo Forum " Meridiano sanità", un'iniziativa di Ambrosetti nata nel 2005 con l'obiettivo di portare all'attenzione degli operatori e delle istituzioni riflessioni di alto livello per valorizzare al massimo il sistema sanitario italiano, considerato come patrimonio fondamentale del Paese.

A sostenere l'analisi di fattibilità del progetto, che parte da questo mese, è PhRMA (Pharmaceutical Research and Manufacturers of America), l'associazione che rappresenta le maggiori imprese farmaceutiche e biotecnologiche degli Stati Uniti. A Cernobbio era oggi presente anche Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, dove verrà avviato un altro progetto sperimentale, in un campo diverso da quello del Friuli Venezia Giulia, ma sempre nell'ambito di " Meridiano sanità".

Come ha spiegato Illy, che era presente a Cernobbio assieme all'assessore regionale alla salute Ezio Beltrame, le varie fasi del progetto sperimentale a San Daniele prevedono prima di tutto un'analisi del modello organizzativo dell'assistenza primaria adottato nel distretto friulano, a cui seguirà la proposta di un nuovo assetto. L'obiettivo è mettere a punto un meccanismo di allocazione delle risorse destinate all'assistenza primaria maggiormente incentrato sui bisogni di salute degli assistiti.

Lungo questo percorso sperimentale, che prevede l'istituzione di un Tavolo tecnico che coinvolgerà i principali attori del distretto di San Daniele, sarà in particolare definito un modello di simulazione per stimare gli impatti economici collegati al nuovo assetto organizzativo e al nuovo sistema di finanziamento.

Nel corso del Forum, al quale ha partecipato il ministro della Salute Livia Turco, sono intervenuti esperti italiani ed europei, ponendo a confronto l'esperienza italiana di organizzazione delle cure primarie con quella dei Paesi OCSE e in particolare di Norvegia, Gran Bretagna e Catalogna. Nella sezione introduttiva è intervenuto fra gli altri Ignazio Marino, presidente della commissione Sanità del Senato.

Illy ha parlato nella sessione pomeridiana, in un dibattito dedicato in particolare al tema dell'assistenza primaria in Italia, assieme all'assessore alle Politiche sanitarie della Regione Veneto Francesca Martini. Hanno concluso la sessione Elio Guzzanti e il direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia Umberto Veronesi, entrambi membri del comitato scientifico di " Meridiano sanità".

Nell'occasione, il presidente Illy ha avuto modo di presentare il modello del Friuli Venezia Giulia, dove la salute pesa per il 50 per cento circa del bilancio regionale, con una spesa nella media ma con una qualità percepita tra le più alte in Italia. Soprattutto, ha ricordato il presidente, la dinamica della spesa è stata in regione particolarmente virtuosa negli ultimi anni, con una crescita del 3,9 per cento contro il 7 della media nazionale.

A questo risultato hanno contribuito una serie di azioni specifiche, come l'accorpamento delle Aziende ospedaliere con le cliniche universitarie a Trieste e Udine (a cui seguirà la riduzione delle Aziende territoriali da 6 a 3), la creazione di un Centro servizi condivisi per tutte le Aziende, l'accordo con Assofarma per il contenimento della spesa farmaceutica. Ora l'obiettivo è rafforzare proprio l'assistenza primaria sul territorio, che permetterà - ha rilevato Illy - di migliorare la qualità dei servizi e di ridurre ulteriormente la dinamica dei costi, soprattutto di quelli ospedalieri.

Dal Forum è emerso proprio come i sistemi sanitari che si affidano maggiormente alle cure primarie abbiano risultati superiori alla media in termini di salute, equità, accessibilità, continuità dell'assistenza. I sistemi basati sul ruolo centrale dei Medici di medicina generale, in sostanza, aumentano la soddisfazione dei pazienti e riducono i costi (meno diagnostica, prescrizioni e ricorso all'emergenza), rispetto a quello orientati sull'assistenza specialistica. Attraverso questa strada, è stato detto, diventa insomma possibile coniugare " universalismo della salute e realismo economico".

I criteri guida di " Meridiano sanità", che negli ultimi due anni ha avviato sette Tavoli tecnici con oltre 100 interlocutori e un Tavolo di consultazione con 40 protagonisti principali, sono soprattutto la centralità della persona, il riequilibrio e l'integrazione tra sistema ospedaliero e territoriale con la valorizzazione dei medici di medicina generale.

Inoltre, i principi su cui si basa l'iniziativa riguardano la valutazione di efficienza e efficacia a livello di sistema, la sanità considerata non come problema ma come investimento nel settore dei servizi e, infine, la sostenibilità futura del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e dell'assistenza sanitaria, di fronte alle sfide dell'invecchiamento della popolazione, dell'incremento della cronicità e della disabilità a fronte di un sistema focalizzato invece per ora sulle patologie acute.

Aggiornata il 16 maggio 2013