Chiudi

Notizie

Edilizia sociale, il piano soddisferà 2.500 domande beltrame: «siamo i primi ad aderire al fondo speciale cnel». ma le richieste di case popolari sono almeno il doppio

12 giugno 2006

Fonte: Il Messaggero Veneto

 

Rilancio dell’edilizia popolare in Friuli Vg per rispondere a 5 mila domande di case Ater. Cinquemila domande di cui però solo la metà rispondenti ai requisiti necessari per accedere all’edilizia sociale, che la Regione potrebbe parzialmente accogliere, affiancando agli strumenti già messi in campo nella sfera sociale e abitativa, un nuovo strumento. Si tratta di un fondo sperimentale per l’edilizia abitava sociale proposto dal Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) e sostenuto dai Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture per andare in contro al fabbisogno crescente di case per fasce di reddito deboli. Un fabbisogno confermato dai dati forniti da Gabriele Rabaiotti, esperto di politiche abitative del Politecnico di Milano: ¨a fronte di un aumento degli stipendi dell’1,5%, i costi delle case crescono del 7%, mentre quelli degli affitti del 12%¨. Situazione presente anche in Friuli Venezia Giulia dove accanto alle 5 mila richieste di edilizia sovvenzionata c’è l’80% della popolazione che vive in case di proprietà, situazione favorita dalla politica edilizia regionale che nell’ultimo trentennio ha concesso 80 mila contributi per la casa. La prima apertura per sbloccare questa situazione è arrivata ieri, nel corso del convegno svolto a villa Manin ¨Dalla casa all’abitare sociale¨, promosso dall’Anci Fvg e dalla Federsanità Anci Fvg, da parte dell’assessore regionale alle Politiche sociali, Ezio Beltrame. ¨Ben venga un fondo sociale ma in un ottica di complementarità, che affianchi gli strumenti di legge già esistenti per creare una task force per l’abitare sociale¨. Quella di Beltrame è, quindi, un’apertura che ¨dovrà andare, però, nella stessa direzione degli strumenti già esistenti, senza creare altre strade parallele¨. In sostanza, si tratta di un progetto sperimentale (della durata approssimativa di 3 anni) che permetterebbe l’intervento economico statale, accanto a quello regionale, per costruire o ristrutturare case rivolte a fasce sociali deboli, quindi abitazioni a basso affitto. Grazie a questo fondo, del quale il Friuli Venezia Giulia potrebbe essere la regione capofila, si potrà cofinanziare, con fondi statali, il 50% dei costi di progetti di abitazioni sociali e il 70% qualora si prevedano soluzioni costruttive innovative. L’esigenza di fondo, dalla quale sono partiti i gruppi di lavoro dell’Anci e di Federsanità, è quella di integrare e coordinare i comuni, assieme alle Ater, per dare una risposta immediata ai bisogni abitativi e sociali. Una risposta coordinata attraverso uno strumento idoneo, ¨un’agenzia per l’abitare sociale¨ ha suggerito Giuseppe Napoli, presidente di Federsanità Anci Fvg. L’idea avanzata da Napoli e sostenuta anche da Vittorino Boem, presidente della Conferenza per la programmazione sociale e sanitaria regionale, è quella di creare uno strumento capace di unire vari soggetti per coordinare le politiche abitative e far si che si creino condizioni accettabili per l’accesso alla casa sociale. Infatti, attraverso il fondo sarà possibile costituire delle ¨Agenzie per l’abitare sociale¨ gestite in prima linea da Comuni e Ater, ma anche dal cosiddetto terzo settore.

Gianpiero Bellucci

 

 

Aggiornata il 16 maggio 2013