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SanitÁ: presentato rapporto 2005 su stato salute nel FVG

14 maggio 2006

Udine, 15 mag - Si può affermare che lo stato di salute della popolazione del Friuli Venezia Giulia è mediamente buono e che il buon funzionamento del servizio sanitario regionale contribuisce a questo risultato positivo. Ma sussistono anche alcune ’ criticità’: l’ alto numero di neoplasie, l’ aumento della non-autosufficienza, quella delle cronicità.

 

In estrema sintesi è questo il risultato che emerge dal ’ rapporto 2005’ sulla salute della popolazione del Friuli Venezia Giulia predisposto dall’ Agenzia regionale della Sanità e presentato oggi nella sede della Regione a Udine dall’ assessore regionale alla Salute e Protezione sociale, assieme alla dott. Fulvia Loik e al dott. Giorgio Simon.

 

Un rapporto - è stato detto - che non è una semplice raccolta di numeri e statistiche, ma uno strumento d’ informazione arricchito da elementi di valutazione e confronto per stimolare la riflessione del lettore, base quindi - per chi ne abbia la responsabilità - per costruire le future politiche sanitarie: il Piano Sanitario Regionale, a esempio, tiene conto anche di questi dati, che sono un riferimento non solo sanitario, ma anche sociale e politico.

 

Un dato che emerge dal rapporto è il peso che la situazione socio-economica dell’ individuo (ma anche di un territorio rispetto a un altro) ha sullo stato di salute. Se il sistema sanitario deve assicurare equità per tutti i cittadini, dipende tuttavia molto spesso dai fattori individuali di istruzione, cultura, capacità economica e condizioni geografiche di residenza una maggiore o minore attenzione alla propria salute, ai fattori ambientali, allo stile di vita, quindi alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura.

 

Altro fattore interessante riguarda proprio le criticità evidenziate: laddove l’ azione di prevenzione è stata più intensa - in particolare per quanto attiene alle malattie cardio-vascolari - minore è risultata l’ incidenza delle patologie correlate. Quindi il Piano sanitario regionale deve tener conto di questo aspetto e per questo sono state avviate, sono in corso o saranno programmate azioni di ’ screening’ della popolazione per quanto attiene ai tumori.

 

Dopo quello sulla cervice uterina, è in corso quello sulla mammografia ed è allo studio quello sulle neoplasie del colon-retto. Di certo la non autosufficienza in una regione a elevato numero di cittadini ultra-sessantacinquenni si fa sentire: da qui l’ esigenza di una sempre maggiore integrazione tra servizi sanitari e sociali; e da qui la creazione del Fondo per la non autosufficienza e i provvedimenti previsti dalla legge regionale sul welfare.

 

Altro punto critico, la cronicità: anch’ essa va affrontata con la riorganizzazione dei servizi territoriali e della rete ospedaliera per assicurare continuità della cura. Un altro aspetto che emerge dal rapporto (in relazione alla situazione socio-economica) è il sempre maggior numero di minori preso in carico dal servizio sanitario, sintomo di un sempre più diffuso disagio, legato anche all’ aumento dell’ immigrazione. Ma in questo campo già nel 2004 è stato varato il progetto obiettivo materno-infantile.

 

Per quanto riguarda le condizioni di rischio, serve una maggiore prevenzione (ma molto è legato ai comportamenti individuali) per quanto riguarda gli incidenti stradali, quelli sul lavoro, l’ abuso di alcool e di altre sostanze.

 

Il rapporto cerca di rispondere a tre grandi domande: qual è la salute dei cittadini, quali sono i fattori che la influenzano, quali i gruppi di popolazione critici. Il primo capitolo, quindi, è un quadro complessivo sulla mortalità e morbilità e dei dati che le influenzano; il secondo approfondisce alcune questioni specifiche; l’ ultimo costituisce una riflessione sulle priorità e sulle possibili aree d’ intervento.

 

ARC/Nico Nanni

 

Aggiornata il 16 maggio 2013