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Spending review. per salvare il SSR serve innovazione

www.quotidianosanita.it

23 novembre 2012

" Tagli e sconti lineari o Innovazione organizzativa e gestionale". Confronto a tutto campo al Forum di Arezzo sul Risk Management tra Regioni, Asl, Confindustria, Biomedicali, Farmacie e Agenas. Bissoni (Agenas): " Puntare sull'innovazione è indispensabil

Al 7° Forum Risk di Arezzo è stata dedicata un'intera sessione al tema della spending review dal titolo " Tagli e sconti lineari o Innovazione organizzativa e gestionale". Un dibattito a 360 gradi in cui operatori, dirigenti di Aziende sanitarie, rappresentanti del mondo del farmaco e dell'industria si sono confrontati nel tentativo di fornire risposte innovative che riescano, a fronte di una diminuzione delle risorse a salvaguardare il Ssn. Primo a parlare di fronte alla platea l'ex assessore alla Sanità della Sicilia, Massimo Russo che ha ripercorso i suoi 4 anni e mezzo di incarico governativo in cui la Regione ha adottato molti provvedimenti di riorganizzazione che " hanno rappresentato una vera e propria spending review che ha consentito alla Regione di rimettere diritta la barra dei conti". Ma Russo, ha anche commentato in modo critico le ultime manovre: " La riorganizzazione non c'è stata e non sono stati avviati processi di cambiamento strutturali che sono necessari. Senza cambiamento non c'è sostenibilità, ma soprattutto c'è la necessità di modificare la produzione di salute". Per il direttore dell'INRCA, Giuseppe Zuccatelli i " tagli e gli sconti si devono fare e per la sanità la crisi è fondamentale per resettare il sistema". Ma per l'ex sub commissario alla Regione Campania " bisogna fare scelte di politica sanitaria e dire basta ad un sistema che ha tollerato un eccesso di offerta". Per Zuccatelli " il sistema deve governare i volumi di attività e deve tenere conto del raffreddamento delle risorse. Tutto ciò è possibile, basta solo volerlo". A questo punto è intervenuto il Dg Ausl di Bologna, Francesco Ripa di Meana che ha ricordato come in questi anni le aziende " hanno contribuito alla tenuta del sistema che nonostante i tagli ancora regge". Ma Ripa di Meana ha anche evidenziato come " non sia sufficiente fare delle leggi perché i vincoli diventino automatici" e poi ha criticato alcune misure prese dal Governo come la riorganizzazione territoriale e la riduzione di spesa per beni e servizi che avranno " un impatto basso sul sistema". Ma nonostante l'impegno delle aziende e alcuni interventi riorganizzativi, per Ripa di Meana il problema è che " gli obiettivi che vengono fissati devono essere raggiungibili altrimenti nel sistema potrebbe deresponsabilizzarsi" e poi ha concluso affermando come a prescindere dai risparmi che si possono attuare " se si superano i limiti si superano anche le aziende". Sulla stessa linea anche il presidente di Federsanità Anci, Angelo Lino Del Favero per cui la manovra che " contiene un mix di tagli" impone, come mai prima, di ridurre i livelli di spesa quando fino ad oggi l'obiettivo della parità era eccellente, tenendo conto che la domanda di salute è in continua crescita. Da ciò, per Del Favero, emerge con chiarezza che il " sistema non è più in grado di soddisfare i livelli richiesti e ha rimarcato come il posto letto non sia più un elemento decisivo per la programmazione anche perché dove sono stati tagliati non hanno prodotto risparmi". Per Del Favero quindi, le norme introdotte dal Governo sono più " di contingentamento e non di riorganizzazione". Poi è intervenuta Laura Velardi di Agenas che ha parlato dei prezzi di riferimento dei beni e servizi la cui elaborazione, a causa dei tempi stringenti ha causato molti problemi per cui è stato necessario un ulteriore approfondimento del tema. Ma l'aspetto decisivo su cui sta lavorando l'Agenzia insieme alle Regioni e all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) è quello di definire le caratteristiche tecniche e d'impiego di beni e servizi che consentano di specificare le diverse voci per una più coerente attribuzione dei prezzi. L'importante, quindi, per Velardi è la " costruzione di un approccio metodologico e condiviso che possa condurre ad una standardizzazione delle procedure di acquisto da cui poi si potranno ricavare i prezzi di riferimento". Sempre sul tema dei prezzi di riferimento è poi intervenuto il Dg dell'Avcp, Filippo Romano che nel ripercorrere l'attività dell'Agenzia sulla questione ha evidenziato come in ogni caso, in una " materia così complessa, i costi standard si potranno ottenere solo se si prima si standardizzano i beni e servizi". A questo punto hanno preso la parola i rappresentanti del mondo industriale. Il primo è stato Luigi Salvadori di Confindustria Toscana che ha subito lanciato l'allarme sui ritardi dei pagamenti della Pa. " Abbiamo 100 miliardi di crediti e i tempi di pagamento sono lunghissimi, fino a 900 giorni in alcune Regioni". La questione, per Salvadori, è delicatissima anche perché " le aziende sono al collasso" e ha chiesto, prima di ogni altro sacrificio che venga adottato " un piano di rientro per il debito verso i fornitori". Anche Fabio Faltoni di Assobiomedica ha lanciato l'allarme e ha evidenziato come " con questi tagli non si potrà sopravvivere e di Spending review si può morire. Per cui è necessario investire sulla qualità". Ma il rappresentante di Assobiomedica non ha solo criticato alcuni aspetti delle manovra, ma ha pure lanciato alcune proposte. Per rilanciare il settore occorre " adottare criteri di selezione e valutazione che devono premiare la qualità, ma non solo, serve una maggiore trasparenza del mercato e un dialogo attivo con le Istituzioni in modo che l'innovazione diventi un elemento trainante del sistema". Nel dibattito si è parlato anche di farmacie con l'intervento del presidente di Federfarma, Annarosa Racca che ha subito rimarcato come " la spesa per la farmaceutica convenzionata " sia in continuo calo". La Racca ha poi criticato la Spending review che " doveva razionalizzare la spesa ma in realtà si è rivelato un taglio". Per questo Racca ha invitato le istituzioni a " fare chiarezza" anche perché " molte farmacie stanno fallendo e molti giovani farmacisti non riescono ad essere assorbiti dal mercato del lavoro". Ma la presidente di Federfarma ha poi parlato anche delle novità in arrivo, come il nuovo sistema di remunerazione su cui lo scorso 16 ottobre è stato firmato un accordo con Aifa. Ma non solo per la Racca "è essenziale riprendere le fila del discorso sulla farmacia dei servizi che può essere un'opportunità per lo sviluppo delle farmacie". Ultimo intervento, quello del presidente di Agenas, Giovanni Bissoni, che nel corso della sua relazione alla platea ha subito evidenziato come in sanità vi siano due visioni: chi pensa che la garanzia dei Lea sia più importante dei conti e chi crede invece che bisogna garantire i tetti di spesa a prescindere dalla garanzia dei Lea. Ma, in ogni caso, il presidente di Agenas ha evidenziato come la salvezza del SSN passa attraverso l'innovazione. " Dobbiamo mettere in campo tutta l'innovazione possibile e poi valutare gli effetti sul sistema e a quel punto lasciare alla politica il compito di fare le scelte". Bissoni ha poi affrontato alcune tematiche delicate, partendo dallo schema di regolamento per la riorganizzazione degli ospedali su cui ha auspicato un'intesa tra Governo e Regioni: " La sanità ha bisogno di gestire processi così complicati attraverso l'accordo tra le Istituzioni". Bissoni ha poi toccato la questione dei volumi e degli esiti specificando come " gli esiti siano fondamentali per capire i volumi di attività su cui poi fare la programmazione". Altra tematica quella che riguarda i beni e servizi su cui è in atto una rimodulazione dell'elenco. " Devono stare sul mercato ma è compito essenziale delle Istituzioni rappresentare al meglio la domanda standardizzando ciò che è necessario al SSN. Prima dei prezzi di riferimento bisogna capire quali sono gli standard e costruire un mercato vero. Dobbiamo per esempio individuare come definire i capitolati d'appalto e quali sono i prezzi massimi che il Ssn è disposto a spendere". Su questo punto Bissoni ha segnalato infine l'importanza di potenziare gli strumenti dell'HTA su cui l'Italia è in forte ritardo.

Aggiornata il 16 maggio 2013