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Da Udine proposte per nuovo piano oncologico nazionale

14 marzo 2008

ARC Udine, 14 mar 08  - Attivare un centro di ricerca di informatica clinica e aprire al più presto le porte degli ospedali ai bioingegneri.

E' la proposta di uno dei massimi esperti di ingegneria biomedica, il prof. Francesco Pinciroli del Politecnico di Milano, per rendere più efficiente e " attrattivo" il sistema sanitario regionale che è comunque uno dei più avanzati d'Italia, tanto che il Friuli Venezia Giulia è, ad oggi, l'unica regione italiana in cui tutte le Oncologie sono gestite con un sistema informatizzato di prescrizioni.

Pinciroli, che ha introdotto oggi ad Udine il primo convegno nazionale sul tema della e-oncology, promosso dal dipartimento di Oncologia dell'Azienda ospedaliero universitaria di Udine, in collaborazione con la Regione, " Il Sole 24 Ore", Insiel e con il patrocinio dell'Associazione italiana di oncologia medica e del Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri, si è dunque rivolto alla platea di oncologi e ricercatori invitandoli a diffondere l'eccellenza delle loro esperienze - ad Asti, per esempio, i medici di famiglia possono consultare le cartelle cliniche on line - all'intero sistema sanitario.

Anche da parte del ministero della Salute, come affermato dal direttore generale Programmazione Sanitaria, Filippo Palumbo, è giunta piena disponibilità a considerare le proposte emerse dal convegno di Udine nell'ambito del prossimo Piano oncologico nazionale e a valutare positivamente il finanziamento di programmi specifici proposti dalle Regioni.

Udine, città pilota, in cui è stata sperimentata da dieci anni la cartella informatica (fu progettata con Insiel tra il 1998 e il 2003, e adottata nel 2004 dal dipartimento di Oncologia dell'Azienda ospedaliero universitaria), potrebbe dunque implementare la ricerca per diventare modello di una sanità in grado di abbandonare le inadeguatezze della registrazione cartacea e di introdurre i vantaggi dell'informatizzazione per la qualità e la sicurezza delle cure.

Si tratta, in realtà, di un'operazione molto complessa. Diffondere una cartella informatizzata in un ospedale ha, infatti, un elevato rischio di fallimento.

" La sanità è l'unico sistema nel mondo che ha registrato forti difficoltà nell'introduzione di sistemi informatici - ha ricordato Gianpiero Fasola, direttore dell'Oncologia udinese e promotore del convegno -. Negli Stati Uniti, per esempio, ci sono esempi di fallimento nel tentativo di inserire l'informatizzazione negli ospedali. Per questo occorre diffondere e fare conoscere le buone pratiche".

Sono ad oggi oltre 10 mila le cartelle informatizzate raccolte dal dipartimento di Oncologia che hanno permesso di creare in pochi anni un data base aggiornato e prezioso. Con la gestione informatizzata delle chemioterapie, è stato possibile introdurre alcuni vincoli procedurali per aumentare la sicurezza nella prescrizione dei trattamenti (abbattimento del rischio dal 50 al 90 per cento in alcuni casi).

La cartella informatizzata è uno strumento utilissimo che alimenta il registro tumori, è in grado di fornire in tempo reale dati sull'andamento quantitativo dell'attività e supporta la programmazione delle visite e dei trattamenti chemioterapici.

Al convegno, introdotto dall'assessore regionale ai Sistemi informativi, sono intervenuti, tra gli altri, i presidenti dell'Associazione nazionale di oncologia medica e del Collegio italiano dei primari oncologi, Francesco Boccardo e Giorgio Cruciani, e il direttore generale dell'Azienda ospedaliero universitaria di Udine, Carlo Favaretti.

Nel pomeriggio è prevista una tavola rotonda a cui parteciperà il sottosegretario del ministero della Salute, l'assessore regionale alla Salute e amministratori di altre Regioni italiane. La conclusione dei lavori è affidata al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

ARC/EP

 

Aggiornata il 16 maggio 2013