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Audizione Anci e Federsanità Anci su ddl “Consiglio delle autonomie locali”

www.quotidianosanita.it

23 aprile 2015

La V Commissione consiliare, presieduta da Vincenzo Martines (Pd), ha ascoltato ieri in audizione le rappresentanze dell'Anci e di Anci-Federsanità in merito ai contenuti del disegno di legge contenente la disciplina del Consiglio delle autonomie locali.

Per il presidente dell'Anci, Mario Pezzetta, è stato “positivo” il confronto avuto con i Gruppi regionali e con l'assessore. A fare il punto sull'audizione è una nota del Consiglio che riferisce come, secondo Pezzetta, "rispetto all'iniziale formulazione sono stati introdotti elementi condivisibili su aspetti strategici; manca però un punto importante”. Pezzetta ha quindi posto l'accento sul fatto che l'impostazione duale del sistema (Regione-Comuni) richiede “integrazione” e che l'organismo di rappresentanza delle autonomie “deve avere un ruolo autonomo”.

Sgombrando il campo “dall'equivoco che i Comuni con il Cal vogliano esercitare una azione di freno”, la richiesta avanzata è che il Consiglio regionale, di fronte alla mancata intesa su un disegno di legge da parete del CAL, voti il provvedimento in Aula con una maggioranza assoluta. “Meglio sarebbe che il testo all'attenzione non fosse emendato solo in Aula ora, ma con una modifica addirittura dello Statuto che preveda stabilmente questa modalità. E attraverso una modifica statutaria dovrebbe passare la previsione per il Cal dell'iniziativa legislativa, per poter incidere su materie di interesse dei territori”. Due aspetti che Pezzetta ha invitato a valutare, “poiché istituzione e disciplina del Cal previste in legge statutaria attribuirebbero all'organo maggiore autorevolezza, sottraendolo alle mutevoli maggioranze politiche, rafforzando la specialità regionale e superando la contraddizione esistente con la disciplina vigente nelle Regioni ordinarie nelle quali il Cal è disciplinato dallo statuto regionale”.

Per Federsanità è intervenuto Giuseppe Napoli, che ha sottolineato le modifiche apportate al testo anche per merito dei Gruppi consiliari riguardo la Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale, rivendicando per questa funzione la dignità di un proprio articolo, anziché inserita in mezzo alle altre. La raccomandazione infine a “salvaguadare con cura l'esperienza costruita negli anni dalla Conferenza e la sollecitazione al controllo della spesa e a non banalizzare le funzioni delle amministrazioni comunali nel welfare, alla luce anche dei cambiamenti che si registrano nei bilanci comunali dove un tempo il sociale era al quinto o sesto posto ed ora è in prima posizione”.

Aggiornata il 24 aprile 2015