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Alcol Prevention Day. Diminuisce il consumo, ma restano 8 milioni a rischio. Giovani, donne e over 65 i più vulnerabili. Fotografia dell’Iss

www-quotidianosanita.it

16 aprile 2015

16 APR - Diminuisce il consumo di alcol in Italia, aumentano gli astemi e calano i consumatori. Si affievolisce il preoccupante fenomeno del binge drinkers. Tuttavia le persone a rischio sono circa 8 milioni: i più vulnerabili sono soprattutto i giovani, le donne e soprattutto gli anziani. E’ la fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito dell’Alcol Prevention Day. Ogni italiano consuma mediamente circa 6 litri di alcol l’anno, in prevalenza vino. L’Italia risulta tra i Paesi più virtuosi in termini di raggiungimento nell’ambito delle più importanti strategie globali di contrasto al rischio alcolcorrelato.

Dei circa 3 milioni e mezzo di binge drinkers mediamente registrati nel corso degli ultimi anni, la quota maggiore si registra sotto dei 25 anni con un picco tra i 18-24 anni e quote superiori alla media nazionale per le ragazze tra i 16 e 17 anni di età. Birra e alcopops insieme agli aperitivi alcolici sono le bevande acquistate con maggior facilità dai giovani sotto l’età minima legale: 1 giovane su 2 le ha consumate in un esercizio e 2 su 3 ha acquistato nei negozi nonostante i divieti. L’alcol causa mediamente 18.000 morti l’anno e rappresenta la prima causa di mortalità sino ai 29 anni di età: cadute, omicidi, suicidi e altri incidenti, prevalentemente stradali e sotto l’influenza dell’alcol. Il 17% circa di tutte le intossicazioni alcoliche giunte in un pronto soccorso è registrato per ragazzi e ragazze sotto i 14 anni di età.

Osservatorio Permanente Giovani e Alcool: "Importante ragionare sulla valenza del bere moderato"

16 APR - “La tendenza dei dati italiani – afferma il Enrico Tempesta, Presidente dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool - mostra una consolidata riduzione dei consumi. Benché consumi precoci siano in assoluto controindicati rispetto a una norma prudente di salute, è chiaro che le bevande alcoliche nella nostra cultura hanno una valenza diversa da quella di altri contesti, soprattutto nord-europei e statunitensi. In questo senso l’esperienza familiare di iniziazione ha un riferimento culturale alla bevanda e alla ritualità del bere nell’ambito del pasto e della festa. Ciò - continua Tempesta - dovrebbe far ragionare sulla valenza del bere moderato, che è la risultante di una complessa vicenda culturale millenaria in cui il ‘bere bene’ è parte di una ricerca fisiologica di benessere individuale e collettivo”.

Tempesta sottolinea, inoltre, che “non è abbastanza noto come ricerche serie ed autorevoli come ESPAD (European school project on alcohol and other drugs), da tempo indichino come i giovanissimi italiani (al di sotto dei 13 anni) siano in Europa coloro che hanno le percentuali più basse di ubriachezza. Da ciò si deduce – conclude Tempesta - che non sono solo e soprattutto soglie di proibizione severe a mantenere bassi gli abusi quanto comportamenti responsabili, adulti che diano esempi efficaci, e ragazzi esposti ad una comunicazione corretta e leale”.

Aggiornata il 17 aprile 2015