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Udine, bologna e roma : “trauma center in rete” registro traumi gravi multiregionale, un’esperienza pilota presentata al convegno nazionale di bologna

28 febbraio 2006

Redazione – 1 marzo 2006

 

Secondo i dati dell’OMS i traumi gravi, causati da incidenti stradali, incidenti sul lavoro, etc. sono le principali cause di morte e invalidità e le fasce d’età più colpite sono gli uomini di età inferiore ai 45 anni. In Europa più di 800.000 persone muoiono ogni anno a causa di un trauma e per ogni decesso si stima che 30 persone vengono ricoverate in ospedale e 3 restino invalide per tutta la vita. I costi sociali sono, quindi, esorbitanti e sono stati quantificati dalla stessa OMS per l’Europa in 1-8 miliardi di euro all’anno per le morti e 80-290 miliardi di euro per le lesioni non fatali. Tra gli strumenti fondamentali per contrastare questa “epidemia” l’OMS indica la qualità dell’informazione e il confronto dei dati accuratamente valutati dagli esperti del settore. Sono stati questi i temi al centro del convegno nazionale “Trauma: update and organization” (24-25 febbraio-Bologna) dove una delle relazioni principali ha riguardato il “IL REGISTRO DEI TRAUMI MAGGIORI. L’esperienza di Udine- Bologna e Roma”, illustrata dal dr. Stefano Di Bartolomeo, del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale ”Santa Maria della Misericordia”, di Udine….

 

“Il titolo esatto del progetto è “Creazione di un registro intraospedaliero dei traumi gravi multiregionale” e la fase della raccolta dei dati del progetto di ricerca è iniziata 1° luglio del 2004 dopo un lungo periodo preparatorio di oltre un anno che ha coinvolto tutti gli operatori coinvolti ” ha illustrato il dr. Di Bartolomeo. Il progetto è coordinato dal Dipartimento di Emergenza – Urgenza dell’Azienda ospedaliera “Santa Maria della Misericordia” di Udine” diretto dal Dr. Amato De Monte, e specificamente dal responsabile scientifico Dr. Stefano Di Bartolomeo, appartenente allo stesso Dipartimento. La ricerca è una delle tre che il Ministero della Salute ha finanziato per l’anno 2003 alla Regione Friuli Venezia Giulia. Il progetto ha coinvolto, oltre al nosocomio udinese l’U. O Rianimazione-118 dell’Ospedale Maggiore di Bologna, diretta dal Dr. Giovanni Gordini, e l’Unità Operativa Shock & Trauma dell’Ospedale S. Camillo Forlanini, di Roma, diretta dal Dr. Giuseppe Nardi.

 

Il progetto, iniziato nell’aprile 2004, si è concluso nel Gennaio 2006.

Scopo principale è la creazione di un Registro Traumi comune ai fini di verificare e migliorare la qualità dell’assistenza, permettere la progettazione “informata” di interventi migliorativi e contribuire alla ricerca scientifica sull’argomento. L’importanza dei Registri Traumi è riconosciuta da molti anni a livello internazionale tanto da costituire in molti paesi un requisito indispensabile per gli ospedali che trattano questo tipo di pazienti.

La banca dati costruita contiene informazioni approfondite su più di 800 pazienti che nel periodo dal 1° Luglio 2004 al 30 Giugno 2005 sono stati ricoverati negli ospedali partecipanti con un trauma di gravità superiore a 15 secondo il punteggio “Injury Severity Score”, sono stati ricoverati in rianimazione o sono deceduti prima delle indagini diagnostiche. Le informazioni consistono in circa 120 punti-dato e riguardano tutte le fasi normalmente attraversate da questo tipo di pazienti dal momento della lesione fino al termine della fase riabilitativa. Per garantire il rigore scientifico e favorire lo scambio ed il confronto sono stati utilizzati indicatori standardizzati e validati a livello internazionale.

 

”Nella convinzione che anche la condivisione delle conoscenze possa contribuire a contrastare l’enorme problema di sanità pubblica rappresentato oggi dalla patologia traumatica,-illustra il dr. Di Bartolomeo- la banca dati del progetto, forse la più completa in Italia, è consultabile liberamente sul sito internet www. cgsi. it/rit, utilizzando il link “Statistiche”. Il programma informatizzato permette di interrogare in maniera interattiva la banca dati e ottenere alcune elaborazioni statistiche per un utilizzo più versatile dei dati. I dati vanno considerati come preliminari visti i continui processi di revisione e correzione che sono in corso. I risultati presentati a Bologna hanno mostrato che il progetto ha raggiunto i suoi obiettivi di completezza e precisione con percentuali di compilazioni delle variabili principali superiori al 90%. Sono state anche presentate delle analisi che avvalendosi di indicatori, in parte già esistenti in letteratura in parte sviluppati ad hoc, hanno permesso di confrontare le prestazioni degli ospedali nei confronti di questi pazienti particolarmente impegnativi e di individuare i punti suscettibili di miglioramento. Specialmente se la banca dati si arricchirà ulteriormente, anche estendendo la partecipazione ad altri ospedali, il Registro Traumi diventerà anche in Italia uno strumento fondamentale per indirizzare al meglio le risorse e favorire la ricerca scientifica sull’argomento.

 

Aggiornata il 16 maggio 2013