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Nuovo ruolo dei direttori generali? Del Favero (Federsanità Anci): “Puntare su e-health, formazione e governo locale”

www.quotidianosanita.it

24 maggio 2016

 24 MAG - “Negli ultimi anni abbiamo assistito a riforme dei sistemi sanitari regionali con l'obiettivo triplice di ridurre i costi, governare con appropriatezza e fare rete sul territorio. In questo contesto cambia il ruolo del top manager che si trova a dover gestire e governare sistemi complessi. Per farlo la nostra strategia si poggia su tre fronti: nuovi modelli gestionali con il supporto della e Health, formazione del middle management e governo locale tramite un sistema di relazioni”. Così il presidente di Federsanità Anci, Angelo Lino Del Favero ha tracciato gli obiettivi del management sanitario del futuro (vedi slide per approfondire) all’interno del Forum Pa in corso di svolgimento Roma durante il convegno “Il nuovo ruolo dei direttori generali”.

“Mi preme far giungere il mio apprezzamento per l’iniziativa – ha detto in un messaggio scritto il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - e sono certa che quella di oggi sarà un’occasione imperdibile per confrontarsi in maniera proattiva e proficua su una tematica di grande attualità e di notevole impatto nello scenario organizzativo del nostro Ssn”.

Durante il convegno ha definire il percorso del Dg di domani ci ha pensato anche il vicario di Federsanità Anci, Enrico Desideri che ha evidenziato come “oggi la gestione di un'azienda sanitaria deve fare i conti con la capacità che deve essere sempre maggiore di portare i servizi anche laddove è difficile arrivare. La salute è un diritto che noi manager dobbiamo tutelare per tutti. Io gestisco un'azienda che è per territorio pari ad una regione come le Marche. Tutti i cittadini devono avere lo stesso diritto garantito ovvero avere accesso al servizio sanitario e una risposta efficace rispetto alle sue richieste”.
Per Guido Carpani, Capo di Gabinetto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare “il dialogo interistituzionale e sinergia tra le varie competenze. Il ruolo dei sindaci in questo contesto è fondamentale così come la promozione di politiche di prevenzione che coniughino i vari aspetti della tutela della salute come ad esempio la tutela dell'ambiente. I manager devono avere un ruolo centrale di coordinamento. La formazione delle professionalità e competenze diventa centrale”.

Il Dg della programmazione del Ministero della Salute Renato Botti ha poi messo in risalto come “il ruolo del manager deve avere come centro focale le relazioni istituzionali con gli altri interlocutori sul territorio. Gestire l'azienda deve coincidere con gestione dei bisogni di salute che arrivano sul territorio. La programmazione deve partire da qui”.

Durante l’evento è intervenuto anche il responsabile sanità del PD, Federico Gelli. “ Si è smarrita strada sul tema del management sanitario. Si parla di costi e di competenze. Ma i professionisti? Chi sarà il traduttore delle scelte politiche sulla gestione del territorio? La politica può fare scelte di programmazione lungimirante ma il manager deve poi tradurre in gestione le scelte programmatiche. La Responsabilità del manager sarà sempre più alta e bisogna porre anche la questione dell'indennità e superare la questione del vincolo d'età. A 65 anni i manager sono nel pieno della carriera. Ciò che deve contare è la capacità. Il dg incarna il vissuto culturale che si è maturato negli anni nell'azienda che dirige”.

Aggiornata il 25 maggio 2016