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Impegno della ue per facilitare l'accesso al bene casa

26 marzo 2007

Il problema casa è sentito ovunque, nei paesi avanzati così come in quelli meno sviluppati. L’Europa non fa eccezione. La carenza di alloggi decenti a prezzi moderati, infatti, restringe le possibilità di accesso dei cittadini all’istruzione, alla formazione e all’occupazione. D’altra parte, i costi elevati degli immobili condizionano il potere di acquisto dei proprietari, influendo la crescita economica. Nei nuovi Stati membri i fondi europei possono già essere utilizzati per migliorare le possibilità di accesso alla casa. Tale possibilità dovrebbe essere estesa a tutta l’Unione europea,  secondo la commissione di sviluppo regionale del Parlamento europeo. Benché la Ue non abbia alcun potere particolare in materia, il regolamento del FESR per il 2007-2013 permette l’attribuzione di un aiuto strutturale per gli alloggi nei progetti di sviluppo urbano delle Regioni dei nuovi Stati membri, minacciate dal degrado ambientale o dal fenomeno dell’esclusione sociale, come evidenziato nel rapporto di iniziativa dell’eurodeputato Alfonso Andria, adottato dalla commissione nei giorni scorsi. Per i quindici Stati entrati nell’Unione prima del 2004, il rapporto intende riaprire il dibattito sulla loro inclusione nell’accesso ai fondi comunitari per le spese di rinnovo degli alloggi a vocazione sociale, al fine di realizzare gli obiettivi di risparmio energetico e protezione dell’ambiente, attualmente non è previsto che per alcuni paesi. Il sostegno dei fondi strutturali dovrebbe inscriversi in una strategia integrata di acquisizione del bene casa, affinchè ogni misura destinata al miglioramento della qualità della vita negli ambiente urbani  sia adottata simultaneamente, allo scopo di dare il maggiore impulso  possibile all’occupazione ed alla crescita. Secondo la commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo, il finanziamento comunitario potrebbe  contribuire a rivitalizzare le aree urbane, grazie ad una combinazione di misure destinate a riconvertire luoghi pubblici, accrescere la sicurezza e prevenire la delinquenza, ad utilizzare acqua ed energia più efficacemente e a riammodernare le infrastrutture. Il rapporto insiste inoltre sulla necessità di individuare standard europei di qualità minimi per la definizione di “alloggio decente”, rafforzando così il ruolo delle città in materia di pianificazione e di gestione  dei fondi comunitari legati a progetti di edilizia sociale. (alm)

Aggiornata il 16 maggio 2013