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Salute: responsabilità da condividere in rete tra istituzioni

Monfalcone

5 maggio 2011

La salute, così come definita dall'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), non è semplice assenza di malattia ma condizione di benessere completo: fisico, psichico e sociale. Come tale, se da un lato è un diritto di ciascuno, dall'altro è il risultato non solo del lavoro delle organizzazioni sanitarie, bensì di una serie di determinanti di tipo sociale, ambientale, economico oltre che genetico.

Il concetto, che si deve tradurre in iniziative trasversali di promozione della salute in tutte le politiche ed in una maggiore presa di coscienza individuale dei cittadini, è stato ribadito oggi a Monfalcone, in occasione della terza conferenza regionale della rete HPH (" Health Promoting Hospitals & Health Services" - " Ospedali e servizi sanitari per la promozione della salute"), promossa dall'Azienda per i Servizi sanitari n. 2 " Isontina", che della rete, come ha ricordato il direttore generale Gianni Cortiula, è centro coordinatore regionale dal 2003. L'iniziativa si è avvalsa, tra gli altri, del patrocinio di Federsanità ANCI FVG (per il terzo anno).

Una visione della salute che dunque, come ha sottolineato l'assessore Vladimir Kosic, non si esaurisce tra le mura di un ospedale o comunque in una struttura sanitaria, ma punta ad una progettualità in cui vi sia un'acquisizione di responsabilità in diversi settori da parte di più istituzioni, che sanno integrarsi tra loro: Amministrazioni comunali, sistema scolastico, imprese, associazioni di volontariato, oltre che operatori sanitari. Definendo, con impegni precisi, ciò che ciascuno, per la sua parte, deve fare.

Temi che, è stato osservato, oltre ad essere enunciati nel Piano sociosanitario e nel Piano regionale della prevenzione approvato lo scorso dicembre, fanno parte di una visione strategica della Regione che non si esaurisce certo in una cartella clinica ma nello sviluppo di una cultura della promozione della salute, a più livelli.

In proposito l'assessore ha in particolare citato due aspetti. La sicurezza sui luoghi di lavoro, in riferimento soprattutto alla cantieristica monfalconese, con la scelta di una presenza fissa di personale sanitario nello stabilimento Fincantieri. E il crescente fenomeno del bere tra i giovani e gli adolescenti, che rappresenta un'autentica pandemia, forse ancora peggiore dell'utilizzo di sostanze stupefacenti, contro la quale occorre fare di più.

Di fatto, in ogni caso, ha aggiunto l'assessore regionale alla Salute, per una Regione che in passato, con un'ottima legge, ha saputo ridurre i posti letto negli ospedali spostando le cure sul territorio, è ora d'obbligo non vivere di rendita, non continuare a finanziare il sistema così com'era, ma saper modificare i servizi intercettando le esigenze dei cittadini in una società che cambia.

Il che, secondo Carlo Favaretti, coordinatore della rete italiana HPH, significa creare un contesto favorevole alla salute appunto riorientando i servizi, costruendo alleanze tra soggetti non omogenei, all'interno e fuori il sistema sanitario.

Strategie per la salute che, secondo Erio Ziglio, dell'OMS, devono tener conto di fattori quali l'invecchiamento della popolazione (presto avremo più ultra sessantacinquenni che bambini sotto i cinque anni), dell'urbanizzazione crescente, dell'evidenza scientifica dei cambiamenti ecoclimatici. Per cui è necessario gestire le novità in maniera intelligente per garantire la governance di sistema. Spostando sempre più gli investimenti dalla cura della malattia alla promozione della salute in tutte le politiche. Con investimenti adeguati, e non con tagli finalizzati alla riduzione dei costi, anche nell'attuale momento di crisi.

Aggiornata il 16 maggio 2013