Chiudi

Notizie

Picco di malati in casa di riposo: test di massa a ospiti e addetti

IL PICCOLO

27 novembre 2020

Tamponi rapidi a tappeto e risorse aggiuntive a fronte però di un supporto nel processare e comunicare gli esiti dei test. Cocì il vicepresidente della Regione Riccardo Riccardi intende affrontare l'allarme case di riposo con contagi in 106 strutture su 160. Un impegno emerso durante il vertice con i rappresentanti degli enti gestori, ma che pe rla Cgil non basta: «Siete incapaci di gestire l'emergenza», tuona il sindacato.

Giuseppe Napoli, presidente di Federsanità Anci Fvg, parla invece di incontro positivo. «Questa seconda ondata pare più importante della prima. C'è l'impegno a collaborare da parte di tutti.

Abbiamo convenuto sulla necessità di avere una comunicazione rapida in quanto, con tutta la dovuta cautela, è fondamentale che al cittadino e agli utenti arrivi il prima possibile la refertazione dei test.

La situazione è molto diversa però in tutte le singole realtà della regione». Riccardi ha indicato tra gli obiettivi una implementazione del numero di tamponi per gli operatori. «Un'operazione quanto più possibile "di massa" per contenere il fenomeno là dove l'ingresso del virus diventa oltremodo pericoloso per gli ospiti. Avendo fatto una significativa scorta di kit e quindi disponendo di una dotazione importante di materiale, dobbiamo pensare di utilizzare nelle case di riposo la stessa logica che stiamo impiegando nei Comuni più colpiti: testare il maggior numero di persone». Riccardi ha chiesto che una parte del processo che prevede l'analisi del materiale biologico, la refertazione dei dati, il caricamento nel sistema e la comunicazione al cittadino interessato sia preso in carico dalle strutture. In questo senso entro la settimana dovrebbe essere superato un problema legato alla privacy.

 

Il vicegovernatore ha ricordato che oltre agli 8 milioni di euro già stanziati ne sono stati reperiti altri 3 per supportare le realtà a fronte dei maggiori costi sostenuti. Infine, l'obiettivo, è di rivedere il vincolo di esclusività che in questo momento permette agli infermieri di lavorare solo nel pubblico e la necessità di rendere più appetibile il richiamo in servizio di personale già andato in pensione «anche attraverso una norma» ha concluso Riccardi. Intanto Roberto Treu, segretario generale Spi-Cgil Fvg, va all'attacco della Regione. «La prima ondata sembra non aver insegnato nulla visto che si stanno commentando gli stessi errori e questo non è frutto dei un destino cinico e baro, ma dell'incapacità di gestire l'emergenza. Si pensa solo ad ampliare i posti letto dei privati. Non c'è traccia invece di un prioritario e strategico impegno per potenziare la sanità territoriale e di prossimità». Prende le distanze da questa linea la Cisl. «Inutile sparare a zero sul confronto avviato con Riccardi - affema Renato Pizzolitto. C'è bisogno di fare proposte e trovare sintesi unitarie, non di far saltare i tavoli».

Aggiornata il 27 novembre 2020