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L'assemblea di Federsanità Anci sulla manovra finanziaria

Roma -

30 giugno 2010

L'Assemblea di Federsanità Anci convocata il 30 giugno 2010 per l'approvazione del bilancio consuntivo, visto il decreto legge 78 del 31 maggio 2010 “Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, esprime la propria disponibilità a concorrere al risanamento dei conti pubblici come finora sempre accaduto sottolineando però critiche e riserve sui contenuti e le proposte del provvedimento governativo che scarica sulle Regioni e sugli enti locali il peso maggiore della manovra. Pur consapevole della crisi che riguarda il sistema economico del Paese, e condividendo lo sforzo di ridurre la spesa pubblica e il risanamento, non è accettabile una proposta che mette in discussione il sistema di welfare locale, di assistenza e di ricerca con tagli diretti ai comuni e minor trasferimenti dei fondi alle regioni che si scaricheranno con minor servizi erogati ai cittadini e senza poter sviluppare una politica di investimenti. La manovra mette seriamente a rischio il processo di attuazione del federalismo nel Paese, tenendo anche conto che in questi anni molti Comuni e alcune Regioni hanno già attuato politiche virtuose e di razionalizzazione ed efficientamento dei servizi.

Per quanto attiene alle politiche sanitarie e sociali la manovra non dà attuazione al Patto per la salute sottoscritto con la conferenza delle regioni e governo escludendo le risorse aggiuntive per il 2010 già previste nel patto (- 300 milioni per finanziamento SSN); per il 2011 vengono stralciate le risorse aggiuntive (- 418 milioni).

Si prevede il blocco dei rinnovi contrattuali e del personale convenzionato con una forte riduzione delle realtà occupazionali che gestiscono per conto delle pubbliche amministrazioni i servizi alle persone sul territorio, mettendo a rischio, in alcuni casi, la funzionalità della struttura sanitaria in particolare quella ospedaliera; insieme all'incertezza sull'utilizzo dei fondi FAS da parte delle regioni e degli investimenti previsti. Non si prevede il finanziamento per il fondo per la non autosufficienza che dal 2011 viene cancellato e il fondo per le politiche sociali che è stato notevolmente ridotto.

I tagli della manovra si aggiungono alle restrizioni dei servizi e all'aumento della pressione fiscale per le Regioni già interessate dai piani di rientro, portando ad una rigidità del sistema che potrebbe non consentire approcci integrati e certezza nel finanziamento provocando debolezza gestionale e organizzativa. Inoltre, si stringe sulle pensioni di invalidità con l'aumento della percentuale di invalidità e penalizzano le persone portatrici di disabilità per l'integrazione scolastica e sociale.

Federsanità Anci, condividendo i documenti votati dal direttivo dell'ANCI e facendoli propri, auspica una ripresa della trattativa tra Governo, Regioni e Enti locali al fine di riequilibrare gli oneri della manovra diversamente tra i comparti della pubblica amministrazione.

Federsanità Anci chiede al Parlamento di apportare le modifiche auspicate da ANCI e dalla Conferenza delle Regioni.

Aggiornata il 16 maggio 2013