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Influenza a, definito "chi vaccina chi"

9 settembre 2009

Udine, 08 set - Secondo i modelli elaborati ma soprattutto sulla base dell'esperienza che si sta vivendo nell'emisfero australe, dove ora è inverno, l'influenza A H1N1 potrebbe raggiungere il picco massimo nel nostro Paese verso dicembre, colpendo una percentuale della popolazione non superiore al 5 per cento. La malattia dovrebbe comunque manifestarsi in forma lieve, con tassi di ospedalizzazione modesti e pochi casi autenticamente severi, legati alla presenza di altre patologie. A essere colpiti dovrebbero essere prevalentemente le persone più giovani (tra 10 e i 30 anni di età), come peraltro si è registrato nei 2.058 casi registrati in Italia fino al 2 settembre scorso. Una situazione, questa, ben diversa da quella che abitualmente si manifesta ogni anno con l'influenza stagionale, che interessa soprattutto gli anziani.

Sono questi i principali elementi che sono stati valutati, oggi a Udine, presente l'assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, nel confronto tra i rappresentanti di tutte le istituzioni e strutture chiamate ad affrontare questo problema, e che hanno consentito di prendere le prime decisioni organizzative, in vista della partenza, verso la metà di novembre, della campagna di vaccinazione. Una campagna che, è stato ribadito, sarà basata su una scelta di sanità pubblica: permettere ai servizi essenziali in primis quelli sanitari, di continuare a operare senza rallentamenti.

Ecco di conseguenza che alla domanda, posta oggi, " chi vaccina chi?", è stato risposto definendo che le direzioni sanitarie (di aziende e ospedali) provvederanno direttamente alla somministrazione dei vaccini al proprio personale, circa 25 mila dipendenti. Parallelamente saranno i dipartimenti di prevenzione a occuparsi degli altri servizi essenziali, e dunque personale delle Forze dell'ordine (non Carabinieri ed Esercito cui provvederà direttamente lo Stato), protezione civile, addetti ai trasporti, all'energia e agli acquedotti.

Ruolo molto importante avranno naturalmente i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, per i quali già a livello nazionale sono in via di definizione compiti assistenziali supplementari. Ai primi, in particolare, sarà chiesto di garantire la vaccinazione a domicilio delle persone con malattie croniche, e quindi particolarmente esposte, che hanno anche problemi di deambulazione. Gli stessi medici di famiglia, poi, si potranno occupare anche di altre fasce dei loro assistiti, fissando modalità di intervento diverse a seconda della diversa organizzazione dei loro studi professionali, per garantire flessibilità nel rispetto della necessaria sicurezza delle vaccinazioni e nella conservazione dei vaccini stessi. Aspetti che saranno precisati a giorni in un incontro tra l'assessore e le rappresentanze sindacali.

A completare il quadro, i centri trasfusionali hanno garantito la disponibilità a vaccinare i donatori di sangue abituali.

Come già annunciato, entro il 15 novembre saranno a disposizione i primi 170 mila cicli di vaccino (necessarie due somministrazioni, a distanza di 4 settimane una dall'altra). Altrettante dosi saranno disponibili a gennaio.

È stato comunque precisato che la vaccinazione, per le categorie indicate, non è obbligatoria ma semplicemente consigliata. Non vi sarà quindi una " chiamata attiva", ma non mancherà una capillare campagna informativa, che coinvolgerà a tutti i livelli l'intera popolazione regionale, con l'obiettivo di sensibilizzare da un lato all'importanza della vaccinazione e dall'altro all'assunzione di alcuni accorgimenti importanti ai fini della prevenzione, quali il frequente lavaggio delle mani.

In questo contesto, a esempio, è stato annunciato che sarà inviata ai dirigenti scolastici una nota informativa con un decalogo di comportamento rivolto agli studenti. La stessa nota, opportunamente adattata, sarà fatta circolare nei luoghi di lavoro.

All'osservazione dei rappresentanti di talune aziende sanitarie che questo impegno comporterà di certo costi aggiuntivi rispetti ai bilanci 2009, ha risposto l'assessore Kosic assicurando che le risorse necessarie non mancheranno.

Altri, indispensabili dettagli, quali a esempio l'opportunità di vaccinare contro l'influenza A contemporaneamente rispetto all'influenza stagionale, o in momenti diversi, saranno definiti nei prossimi giorni, anche sulla base delle indicazioni che giungeranno da Roma, ove si riunisce settimanalmente la task force deputata a seguire l'evoluzione di questa malattia.

ARC/PPD

Aggiornata il 16 maggio 2013