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Sistema sanitario FVG d'eccellenza in italia

ARC Trieste

1 marzo 2010

Un sistema di eccellenza, che può esser di stimolo per le Regioni italiane mentre si confronta con quelli delle altre Regioni europee.

Così il presidente dell'Associazione italiana di Economia sanitaria (AIES) e membro del Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria (CERGAS) della Bocconi di Milano, Giovanni Fattore, ha definito il Servizio sanitario del Friuli Venezia Giulia, al centro oggi di un convegno organizzato a Trieste con l'obiettivo di " un'analisi comparata di efficienza nel panorama sanitario italiano".

" Positivamente colpito dalla responsabilità e dalla consapevolezza con cui il Governo regionale lavora sul lungo periodo con scelte che nel breve possono sembrare scomode" si è detto anche il direttore dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS) Fulvio Moirano, al quale sono state affidate le conclusioni del Convegno.

" Il Friuli Venezia Giulia si gestisce con un proprio bilancio, ma accetta il confronto a livello nazionale e internazionale e sarà un punto di forza nell'impostazione della valutazione del Servizio sanitario italiano" ha detto Moirano, notando che le misure correttive che si intendono attuare per risolvere le criticità in regione " suggeriscono all'AGENAS le azioni da portare avanti nell'affiancamento delle Regioni italiane in piano di rientro".

Sottolineando le buone performance realizzate a livello nazionale, l'assessore regionale alla Salute e protezione sociale, Vladimir Kosic, ha dato il via ai lavori del convegno, confermando che gli obiettivi di " qualità, sicurezza e sostenibilità" del Piano sanitario regionale vanno raggiunti in un contesto di controllo della spesa e di responsabilizzazione di tutti gli attori del sistema " dal momento che più soldi spesi non equivalgono a più salute".

" Questo convegno si inserisce in un percorso che punta a una valutazione complessiva dei costi e dei fabbisogni attraverso l'individuazione di indicatori comuni" ha detto l'assessore, ricordando il Patto nazionale per la salute e rilevando che tra le 5 Regioni che in Italia hanno raggiunto qualità e sostenibilità in campo sociosanitario c'è anche il Friuli Venezia Giulia.

Auspicando che dal confronto innestato dal convegno, al quale ha partecipato tra gli altri l'assessore alla Sanità della Lombardia, Luciano Bresciani, derivino spunti utili per tutte le Regioni italiane, Kosic ha ribadito che il Piano sanitario regionale punta al superamento delle criticità (le principali, indicate anche dal CERGAS, sono carenza di posti letto per le post-acuzie e, in futuro, l'incremento della spesa in seguito all'invecchiamento della popolazione, con un aumento dell'indice di dipendenza strutturale in progressiva crescita) in un contesto in cui " le risorse sono quelle che sappiamo".

" Siamo riusciti a chiudere la Finanziaria anche riducendo drasticamente, rispetto agli altri anni, l'aumento della quota destinata al settore" ha spiegato l'assessore, aggiungendo che " con i fondi a disposizione abbiamo comunque garantito continuità e qualche servizio in più".

" Ora - ha affermato Kosic, ricordando che nel 2009 il sistema sanitario regionale ha assorbito 415 nuove unità - dobbiamo liberare altre risorse, per dare le risposte che i cittadini chiedono e produrre reddito, garantendo al pubblico impiego la sua insostituibile funzione".

Un tema, quello dell'utilizzo delle risorse, affrontato anche dall'assessore regionale alla Funzione pubblica, Andrea Garlatti. " Il calo delle entrate tributarie in regione (260 milioni in meno), superiore, in percentuale, alla media italiana, l'esplosione della domanda sociale indotta dalla crisi e una spesa corrente tarata sui massimi storici del gettito tributario, formano un quadro davanti al quale non fare nulla sarebbe drammatico e irresponsabile" ha affermato l'assessore, che ha indicato le linee da seguire nel rafforzamento della competitività e in un fortissimo impegno nel campo della protezione sociale a sostegno dei redditi dei 60 mila cassintergrati e delle 9 mila persone in mobilità.

Il tutto, ha specificato, evitando " di canalizzarsi su politiche demagogiche di assistenzialismo, che possono pagare nel breve periodo ma porterebbero con sé la condanna a una povertà progressiva".

Se valorizzazione di territorio e infrastrutture materiali e immateriali sono alla base dell'incremento della competitività, per Garlatti " la focalizzazione delle funzioni, la riduzione e la riqualificazione delle strutture e la reversibilità della spesa" sono i tre assi su cui muoversi per garantire la qualità della pubblica amministrazione e del comparto sociosanitario.

Tre strade da percorrere tenendo presente che la reale riforma del sistema passa per la capacità, da parte del medesimo, di adattarsi all'ambiente. " Un concetto quasi ecologico" che, secondo l'esponente regionale, ci consentirà di sopravvivere, se le nostre strutture si concentreranno su attività caratterizzanti e competitive rispetto ai mercati.

Aggiornata il 16 maggio 2013