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Sanità e politiche sociali 2007 - 2011, per Tondo, una riforma per le prossime generazioni

Udine

12 luglio 2011

La sanità del Friuli Venezia Giulia, se confrontata alle altre regioni italiane, ha raggiunto un livello di assoluta eccellenza, in termini di qualità e di servizi ai cittadini. Ma se nel futuro si vuole mantenere questa eccellenza, in un quadro di progressivo aumento dei bisogni e di risorse pubbliche sempre più scarse, ''si può e si deve cambiare l'esistente'', partendo dai dati concreti e con un'assunzione di responsabilità da parte di tutti.

Il presidente della Regione Renzo Tondo lancia il percorso di riforma della sanità del Friuli Venezia Giulia. E lo fa in occasione del grande convegno organizzato oggi a Udine, voluto dallo stesso Tondo e dall'assessore alla Salute Vladimir Kosic, intitolato ''Conoscere per governare''. La discussione di oggi si è basata infatti su un approfondito Rapporto sulla sanità regionale, con dati, grafici e tabelle, e sui risultati conseguiti nel primo triennio di questa legislatura. Al convegno erano presenti anche gli assessori regionali alla Famiglia Roberto Molinaro e alla Funzione pubblica Andrea Garlatti, numerosi consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione, dirigenti della sanità pubblica, amministratori locali. E proprio per affrontare il ''nodo'' della sanità, la Regione ha voluto invitare alla tribuna del convegno, per portare il loro contributo alla discussione, tutti i soggetti interessati al tema della salute: Enti locali, rappresentanti delle imprese, dei sindacati, delle associazioni mediche, professionali e del volontariato. Una riforma necessaria, secondo Tondo, che ha concluso il convegno con un appello rivolto a tutti, indistintamente: ''Non preoccupiamoci delle prossime elezioni, preoccupiamoci invece delle prossime generazioni''. Quella di oggi, ha assicurato il presidente, è ''un'iniziativa aperta, anche se non può rimanere aperta a lungo''. Insomma, l'avvio di un percorso che vuole essere il più possibile approfondito e condiviso ma anche da completare in tempi brevi e certi.

''Conoscere per governare'' vuol dire che il punto di partenza non può che essere ''il più alto livello di informazione, di conoscenza e di condivisione dei dati di partenza''. E in questo senso, secondo Tondo, il campo deve essere prima di tutto sgomberato da una serie di ''luoghi comuni'', se non di ''vere e proprie mistificazioni'' che gravano sul dibattito politico. Come dimostrano i dati contenuti nel Rapporto sulla sanità regionale, non è vero - ha ribadito Tondo nelle sue conclusioni - che ci sia stato un abbassamento dei servizi ai cittadini, che anzi sono dappertutto aumentati; non si sta smantellando la sanità pubblica a favore di quella privata, una prospettiva che ''non esiste e che non esisterà''; infine, non c'è stato un calo del personale e in particolare non sono diminuiti gli infermieri, in una regione che mantiene il rapporto più favorevole tra addetti alla sanità pubblica e cittadini. Una quindicina di anni fa, ha ricordato il presidente, il Friuli Venezia Giulia si è sganciato dal Servizio sanitario nazionale, scegliendo una gestione in totale autonomia anche dal punto di vista dei costi, che sono pagati con le tasse raccolte sul territorio. ''È stata una scelta giusta - ha rivendicato Tondo - che nei tempi lunghi pagherà, perché vuol dire che siamo noi a decidere, che siamo padroni in casa nostra''.

Ma appunto per questo, a maggior ragione, è necessario che prevalga in tutti ''l'etica della responsabilità'' su un tema così importante, che coinvolge l'intera comunità regionale. Il modello della sanità del Friuli Venezia Giulia deve perciò essere sempre di più concepito come un ''modello regionale''. ''Le logiche e le lacerazioni territoriali - ha detto il presidente - non servono a nessuno''. La sfida è possibile: con opportune scelte di cambiamento dell'esistente, di ''governance'' e di programmazione, si può mantenere il livello di eccellenza raggiunto dal Friuli Venezia Giulia. I bisogni sono in crescita, di fronte a una popolazione in progressivo invecchiamento, la crisi economica e le condizioni della finanza pubblica non permettono aumenti di risorse. Ma Tondo si è mostrato fiducioso: ''Possiamo ottenere più sanità con gli stessi soldi''.

ARC/PF

KOSIC, ETICA DEL MERITO E CENTRALITÀ DELLA PERSONA

''Etica del merito'' e ''centralità della persona'': sono questi i due principi ai quali  dovrà ispirarsi il percorso condiviso di riforma della sanità del Friuli Venezia Giulia. Lo ha sottolineato l'assessore regionale a Salute, Integrazione socio sanitaria a Politiche sociali Vladimr Kosic che oggi a Udine, al convegno sul Servizio Sanitario Regionale ''Conoscere per governare'', ha illustrato le cifre e le tabelle del documento intitolato ''Bilancio del primo triennio di legislatura e prospettive'', che ha fornito la base per il confronto.

''Oggi è un'importante occasione - ha detto l'assessore - per un bilancio di ciò che è stato fatto nel primo triennio, ma anche per riflettere sulle prospettive che abbiamo di fronte. In questi ultimi tre anni sono aumentate sia l'attività ospedaliera, sia quella sul territorio, assieme allo loro appropriatezza, e vi è stata soprattutto una grande crescita degli interventi in campo sociale''. ''Questo tuttavia ancora non basta - ha aggiunto - per soddisfare i bisogni dei cittadini più fragili. Bisogna perciò trovare le risorse per farlo. Sono necessarie scelte coraggiose: le difficoltà possono diventare opportunità, occasioni per compiere salti di qualità importanti. Da oggi comincia un percorso di riflessione consapevole assieme alla comunità regionale, che speriamo sia condiviso da tutti''. Kosic ha tracciato un quadro positivo della prima parte della legislatura, con risultati tangibili, ottenuti grazie agli interventi dell'Amministrazione regionale, e in particolare la riforma della ''governance'' della sanità, che ha comportato l'eliminazione dell'Agenzia e del Centro servizi condivisi, e il Piano sanitario e sociosanitario 2010-2012.

Il confronto con le altre Regioni italiane conferma come la sanità del Friuli Venezia Giulia continui a collocarsi in una posizione di eccellenza. Vi sono tuttavia squilibri su due aspetti, come ha messo in luce Kosic nelle conclusioni del suo intervento: i costi ospedalieri, che sono sopra la media nazionale, e l'architettura istituzionale, vale a dire il numero elevato di Aziende rispetto agli abitanti. In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, Kosic ha voluto perciò concludere il suo intervento citando il Conte di Cavour: ''Le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità, la rafforzano''.

ARC/PF

Aggiornata il 16 maggio 2013