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Ricetta digitale “nazionalizzata”, Federfarma scrive ai Ministeri

www.federfarma.it

18 gennaio 2016

Per applicare il decreto che estende la validità della ricetta dematerializzata a tutto il territorio nazionale, le farmacie hanno bisogno di «indicazioni operative» che chiariscano modalità e procedure con cui spedire i promemoria cartacei. E’ quanto scrive Federfarma in una nota inviata ieri ai ministeri della Salute e dell’Economia dopo l’entrata in vigore, dal 1 gennaio, del Dpcm 14 novembre 2015, 
pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 dicembre.

Il provvedimento, firmato a metà novembre dai due dicasteri dopo l’ok delle Regioni, consente agli assistiti di presentare la propria ricetta digitale in una qualsiasi farmacia italiana, anche di una regione diversa da quella di residenza. La semplificazione che ne deriva è senz’altro rilevante, ma il decreto impone che nella spedizione vengano applicati eventuali ticket o esenzioni vigenti nella regione da cui proviene l’assistito, non quelli della regione in cui opera la farmacia.

Per venire incontro ai farmacisti, il dpcm demandava a Sogei il compito di integrare nel Sistema Ts i dati su ticket ed esenzioni in vigore nelle diverse regioni, ma tale intervento verrà completato soltanto tra un mese. A complicare, c’è poi il fatto che il Sac (Sistema di accoglienza centrale) ancora non consente alle farmacie di spedire promemoria cartacei provenienti da altre regioni. Di qui la nota di Federfarma, che chiede ai Ministeri come devono comportarsi i titolari nell’applicazione del decreto: il promemoria, è in particolare l’ipotesi ventilata dalla Federazione, potrebbe essere “lavorato” come una tradizionale ricetta rossa (come è già possibile fare in caso di disservizi sulla Rete) fino a quando la piattaforma non consentirà la spedizione “extraregionale”. E per quanto concerne ticket ed esenzioni, le farmacie potrebbero applicare le condizioni vigenti nella propria regione (come contempla lo stesso dpcm sempre nell’eventualità di malfunzionamenti) finché Sogei non avrà integrato il Sistema.

In entrambi i casi, ammette Federfarma nella comunicazione, si tratterebbe però di applicare in senso esteso modalità “d’emergenza” che le norme limitano ad altre casistiche (black out e offline). La richiesta della Federazione ai Ministeri, di conseguenza, è quella di confermare le soluzioni proposte dal sindacato in modo da assicurare comunque l’applicazione del decreto. Fermo restando l’eventualità che, in questa prima fase, assistiti in “trasferta” si potrebbero vedere rifiutate esenzioni riconosciute dalla loro regione. Per gli stessi motivi, in una circolare diffusa ieri Federfarma ha raccomandato alle proprie Unioni regionali di prendere contatto con i rispettivi assessorati alla Salute con l’obiettivo di informare e ricevere adeguate assicurazioni sul pagamento delle ricette “extraterritoriali”. (AS)

Aggiornata il 18 gennaio 2016