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Il riparto del 2006 stanziati 20 milioni in più del 2005. assistenza, ecco la mappa dei fondi. boem (codroipo): la vecchia legge fu concertata con le autonomie, presto la riforma migliorerà il sistema.

4 settembre 2006

FONTE: IL MESSAGGERO VENETO

Pagina 9 - Regione

 

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di DOMENICO PECILE

 

CODROIPO. Circa 20 milioni di euro in più ai Comuni del Friuli Venezia Giulia rispetto al 2005 per il Fondo sociale. Oltre 1 milione e mezzo a Udine città, 400 mila a Pordenone città tanto per citare alcuni dati, come si evince nella tabella qui a fianco riportata. Una vera e propria boccata di ossigeno per gli enti locali alle prese con spese crescenti sul versante dell’assistenza gestita in forma diretta: anziani, disabili e minori. Boccata di ossigeno che «cancella di fatto la sperequazione tra Udine e Trieste e chi le denuncia dice bugie» commenta l’assessore alla Sanità, Ezio Beltrame, replicando ad alcuni sindaci che hanno sollevato il problema.

Lo stanziamento è stato stabilito con il nuovo riparto approvato ieri dalla Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, sociale e socio-sanitaria in regione, incontro al quale oltre ai sindaci è intervenuto anche Beltrame. Un riparto che piace maggiormente agli amministratori del centro sinistra anche se sono stati auspicati ulteriori passi in avanti per compensare quello che è stato definito una sorta di squilibrio storico tra l’area Giuliano-Isontina e quella friulana di Udine e Pordenone. Il riparto, al di là delle polemiche, è stato comunque approvato senza alcun voto contrario, nonostante le proteste di alcuni dei presenti.

«Beltrame – dice il sindaco di Codroipo, Boem – ha giustificato il fatto che Trieste avrebbe più fondi rimarcando che questi criteri furono concordati nel 1999 con le Autonomie locali. Lo stesso assessore regionale ha anche informato che la nuova legge sul welfare, la numero 6, metterà mano proprio alla questione della ripartizione rivedendo i criteri». Tuttavia, Udine e Pordenone in particolare ritengono che ci voglia troppo tempo per arrivare alla perequazione richiesta.

«Abbiamo ottenuto il disco verde sul riparto del fondo sociale – dice a sua volta Beltrame – ma l’indirizzo del riparto di una quota ulteriore per le politiche sociali, l’indirizzo per l’abbattimento delle rette degli asili nido, le linee strategiche per la riclassificazione delle strutture assistenziali per anziani. Partiamo adesso, con un ritardo di 8 anni sulle previsioni di legge. Prima di noi, evidentemente, nessuno ci ha messo mano».

Quanto alle differenze territoriali, Beltrame ricorda che il dato complessivo del riparto è di 60 milioni per la gestione corrente, 11 per la non autosufficienza, poi c’è una quota ulteriore per gli asili nido con altri 8 milioni. «Si tratta di somme molto superiori rispetto ai 59 precedenti. Il riparto è fatto su ambiti e non su province. E privilegia lo storico. A marzo la legge ci impone di cambiare questi criteri, ma parlare di sprorzione territoriale è una bugia».

Infine, lo stesso Beltrame ha anche informato che c’è in ballo anche il nuovo regolamento per la riclassificazione delle case di riposo, regolamento che dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno. Tra le novità, la previsione che che dentro le strutture ci saranno diverse tipologie di non autosufficienti.

 

 

Aggiornata il 16 maggio 2013