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Consiglio autonomie: via libera a centri diurni per anziani

17 novembre 2008

Udine, 17 nov - Il Consiglio delle autonomie ha approvato oggi con 15 voti favorevoli (1 astenuto, il Comune di Trieste) il regolamento sull'" abitare possibile", ossia la sperimentazione di servizi socioassistenziali e sanitari per anziani alternativi alle strutture protette, nonché il regolamento che definisce i requisiti minimi per l'autorizzazione alle case di riposo.

Il primo provvedimento, che aveva già incassato il favore unanime della Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, " pone le basi - ha spiegato l'assessore regionale alla Salute e promozione sociale, Vladimir Kosic - per la promozione di momenti, luoghi e modalità di assistenza che si pongono come risorsa intermedia tra il disagio legato all'istituzionalizzazione e la serenità che può essere mantenuta attraverso la conservazione del proprio domicilio da parte dell'ospite anziano con vario grado di non autosufficienza".

Come illustrato oggi al Consiglio delle autonomie a favore dell'insediamento di questi centri diurni semiresidenziali, integrati nel contesto urbano, con non oltre 20 posti letto per struttura, sono già stati stanziati 250 mila euro, a cui si aggiungono altri 200 mila euro per 10 anni, da ripartire entro il 31 dicembre.

" I comuni sono fortemente interessati a questo regolamento e ne apprezzano contenuti e progettualità - ha commentato il presidente del Consiglio delle autonomie e sindaco di Tavagnacco, Roberto Pezzetta -. Ciò che auspichiamo - ha aggiunto - è che oltre ai contributi stanziati a Comuni e Aziende sanitarie per l'istituzione di questi centri, l'Amministrazione regionale preveda per il futuro anche la loro sostenibilità nella gestione corrente". Un auspicio, questo, in merito al quale l'assessore Kosic ha garantito la massima considerazione.

Nella seduta odierna il Consiglio ha inoltre dato il via libera con 14 voti a favore e 1 astensione (Comune di Trieste) anche al regolamento che definisce le procedure per la conferma o il rilascio delle autorizzazioni per le case di riposo e con il quale si stabiliscono anche quali attività di vigilanza e controllo andranno effettuate.

La delibera approvata in via preliminare dalla Giunta e la cui adozione si è resa necessaria a seguito di una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha contestato il blocco delle autorizzazioni in atto da sette anni, in sostanza segna l'avvio di un processo " con il quale - ha spiegato Kosic - la Regione vuole organizzare un sistema di servizi ad alta integrazione sociosanitaria, in grado di rispondere ai bisogni assistenziali complessi delle persone anziane. Non dunque una semplice razionalizzazione o una pura quantificazione dei posti letto, ma una autentica riqualificazione, da completare entro il 2010, che deve mettere al centro le esigenze delle persone".

Dopo il primo momento di riclassificazione, la Regione intende investire sulla seconda fase, quella che mediante l'accreditamento cercherà di tradurre in pratica i principi di accoglienza.

In generale, gli enti locali riuniti oggi hanno riconosciuto sostanziale condivisione sugli obiettivi delle linee di gestione sanitaria 2009, illustrate dallo stesso Kosic al Consiglio delle autonomie. Una condivisione che si aggiunge, dunque, a quella già espressa nei giorni scorsi dalla Conferenza permanente per la programmazione sociosanitaria.

Anche sull'ultimo punto all'ordine del giorno, la proposta di legge n. 35 " Modifica dell'articolo 9 bis 'Sostegno al mantenimento dei minori' della legge regionale 7 luglio 2006, n. 11 (Interventi regionali a sostegno della famiglia e della genitorialità", illustrata dal consigliere regionale Massimo Blasoni, il Consiglio ha espresso parere favorevole con 13 voti.

ARC/EP

Aggiornata il 16 maggio 2013