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“Fitness” mentale per contrastare l’invecchiamento cerebrale

www.quotidianosanita.it

22 febbraio 2016

Uno studio statunitense, pubblicato sul Journal of Prevention of Alzheimer's Disease, ha evidenziato in 127 anziani un miglioramento delle funzioni cerebrali dopo aver seguito un programma studiato per il "fitness" mentale che comprendeva anche modificazioni dello stile di vita.

22 FEB - (Reuters Health) - 127 anziani sono stati avviati, per 12 mesi, a un regime di fitness studiato per il cervello che comprendeva meditazione,terapia cognitivo-comportamentale e l’educazione a seguire una dieta mediterranea, a praticare dell’esercizio fisico, a ridurre lo stress e ad adottare abitudini favorenti il sonno. Si è così evidenziato che entro la fine del programma, l’84% dei partecipanti ha in sostanza mostrato significativi miglioramenti delle funzioni cognitive cerebrali. In particolare, nei 17 pazienti sottoposti a risonanza magnetica (MRI) all’inizio e alla fine del programma, 12 hanno mostrato assenza di atrofia durante l’esame o una certa crescita di volume dell’ippocampo, la regione responsabile della memoria. Lo studio è stato condotto da Majid Fotuhi, ricercatore del NeuroGrow Brain Fitness Center in McLean, Virginia, e presso la Johns Hopkins Medicine School.

Lo stile di vita fa la differenza
“È possibile scegliere uno stile di vita che promuova la rapida atrofia cerebrale e la demenza o uno che accelera la crescita del cervello e la vitalità”, ha detto l’autore principale dello studio, Majid Fotuhi,”È necessario decidere se si possano o meno fare delle scelte qutidiane per ringiovanire il cervello “, ha aggiunto.

Fotuhi e i colleghi hanno testato la loro programma di fitness del cervello in un gruppo di pazienti anziani con un’età media di 71 anni. All’inizio del programma, i pazienti sottoposti a valutazioni neurologiche standardizzate per determinare e rimediare a possibili ed eventuali cause mediche di perdita di memoria e deterioramento cognitivo come apnea del sonno, depressione o carenza di vitamina B12. Ogni partecipante è stato anche sottoposto a mappatura cerebrali MRI all’inizio del programma. In seguito, ogni settimana, per i successivi 3 mesi, tutti hanno ricevuto una terapia di due ore per la formazione delle competenze cognitive (neurofeedback)nella quale si utilizzano il suono e le immagini per stimolare il cervello a lavorare e poi a riposare. Inoltre tutti ricevevano un counseling di un’ora alla settimana per l’informazione e l’addestramento ai cambiamenti dello stile di vita che sono collegati a una migliore salute del cervello.

Le evidenze
Si è così dimostrato che complessivamente, l’84% dei pazienti ha evidenziato miglioramenti statisticamente significativi alla MRI in almeno 3 su 10 aree deputate alle funzioni cognitive, mentre un altro 9% ha avuto significativi aumenti di almeno due aree cerebrali. Tra il sottoinsieme di persone che ha eseguito la risonanza magnetica alla fine dello studio, 9 su 17 pazienti avevano un’espansione in volume dell’ippocampo pari all’1% in più, un aumento sufficiente per riportare indietro l’età del cervello di diversi anni e migliorare le capacità cognitive.

I limiti dello studio
Sebbene con alcuni limiti dovuti alla scarsa dimensione del campione, alla mancanza di un gruppo di controllo randomizzato e alla difficoltà di stabilire con certezza quale dei metodi d’intervento adottati avesse potuto influenzare il miglioramento delle funzioni cerebrali, lo studio ha raggiunto risultati significativi. Tuttavia Dale Bredesen presidente e fondatore del Buck Institute for Research on Aging e ricercatore presso la David Geffen School of Medicine University of California di Los Angeles ha precisato che le prove su quale approccio abbia potuto influenzare positivamente l’atrofia cerebrale non sono state date. Vladimir Hachinski della University of Western Ontario in Canada ha aggiunto che i pazienti devono anche capire che una diminuzione della memoria è prevista con l’età come anche un declino della velocità di elaborazione e di apprendimento. Allo stesso tempo, molti degli elementi del programma di fitness del cervello possono dare benefici che vanno al di là delle funzioni della memoria o dell’abilità cognitiva, ha commentato Stephanie Peabody, neuropsicologa presso la Harvard Medical School. “La salute del cervello è indissolubilmente legata allo stato di salute generale di ogni persona; chi non ha lesioni al cervello e/o disturbi del pensiero o dell’umore, può vivere una vita più sana, avrà un minor numero di malattie croniche e si manterrà in salute anche in età avanzata” ha aggiunto Peabody. “Al di là di questo, coloro che riescono ad ottimizzare vari comportamenti dello stile di vita, tra cui il sonno, l’attività fisica e la nutrizione, sono in grado di ottimizzare quasi tutti gli aspetti delle funzioni del cervello”.

Fonte: Journal of Prevention of Alzheimer’s Disease

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Aggiornata il 23 febbraio 2016