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In ospedale a morire. a Udine primato nazionale

Il Gazzettino-

11 gennaio 2010

UDINE - A fine dicembre è stato diffuso dal Ministero il rapporto sull’attività ospedaliera in Italia. Sono disponibili i dati del 2007 e anche quelli preliminari 2008 che confermano la contrazione dei ricoveri, in diminuzione dell’1.7 per cento. Il Friuli Venezia Giulia rientra nel drappello di testa di regioni italiane con più basso ricorso all’ospedalizzazione insieme a Toscana, Veneto, Trentino e Piemonte, inoltre, valutando globalmente sia ricoveri ordinari che day hospital, è l’unica regione a restare sotto il 150 per mille (poco inferiore a 195 per mille abitanti il dato nazionale). E il Friuli strappa un altro primato a livello di degenza pre-operatoria, considerato indice di efficienza organizzativa, con il valore più basso (1.53) subito dopo le Marche (1.37). Segna ancora il passo nella nostra regione il ricorso al day hospital fermo al 25.2 per cento, quando la Liguria è al 42.5.

Nel 2007 la prima regione di ricovero dei residenti nel Friuli Venezia Giulia a parte la propria è risultata il Veneto (5467), seguita dalla Lombardia (1232) e dall’Emilia Romagna (888). Se la " fuga" è abbastanza polarizzata l’attrazione è più diffusa perchè vengono a curarsi in Friuli dal Veneto (8434), dalla Lombardia (518), dalla Sicilia (758) dalla Puglia (434), dalla Campania (497) e ancora dal Lazio (329), da Umbria (288), Emilia Romagna (289), Toscana (203). I ricoverati nelle nostre corsie sono anziani, spesso casi complicati (oltre il 32 per cento) e la degenza media nel 2008 risulta leggermente superiore (7.43 contro 6.76 giornate) del dato nazionale.

Meriterebbe di essere approfondito un altro dato: siamo primi in Italia (5.2 per cento contro il 2.7 della media) come ricoverati che dall’ospedale per acuti ci escono da defunti. Il fatto che accanto a noi si collochino Liguria e Piemonte, uniche regioni sopra il 4 per cento, può far ritenere che conti l’invecchiamento della popolazione, oltre che la gravità delle patologie, visto che da noi chi non ha davvero bisogno di ricovero non viene accolto, ma questo indice non può non far riflettere sulla risposta al fine vita che deve essere sempre più trovata al di fuori delle strutture per acuti.

Un tentativo per andare incontro alle esigenze delle famiglie c’è perchè il nostro modesto 0.5 per cento di dimissioni con assistenza domiciliare integrata rappresenta il miglior dato nazionale (0.2 la media).

Patrizia Disnan

TRAUMATISMI. IN UN ANNO 1425 RICOVERI PER INCIDENTE

Doppia nel 2007, con 6.3 per cento, rispetto al 3.1 nazionale, la quota dei dimessi (837), in seguito a infortunio sul lavoro; basse le segnalazioni di incidente domestico (3.6 contro l’8.4 nazionale); rilevante la percentuale di ricoverati in seguito a incidente stradale, 10.8 contro il valore medio dell’8.4 (1425 feriti, siamo quinti in Italia). Da citare la percentuale di dimissioni di soggetti vittima di violenza altrui: lo 0.7 contro lo 0.8 nazionale, 99 persone. È in testa nettamente la Lombardia con 1379 dimessi in seguito a violenza altrui (1.4) seguita dal Lazio, con 840 (1.3).

MONITORAGGIO. ULTIMI PER NASCITE, CON TAGLIO CESAREO SONO 23 SU 100

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Nel 2008 siamo la regione con minor ricorso al parto cesareo: 23.05 contro il 38.35. Sempre nel 2008 siamo tra le regioni che ricoverano meno in reparti chirurgici pazienti di competenza medica, mentre siamo in terza posizione quanto a ricoveri per scompenso cardiaco su 100mila abitanti (467 contro la media di 322).

Nel 2007 le infezioni dovute a cure mediche per centomila dimessi sono state 8.67 (6.90 in Italia, 11.47 in Lombardia e 13.45 in Emilia); 197 le infezioni post chirurgiche su 100 mila dimessi (144 la media, oltre 200 Trento, Liguria, Emilia, Toscana). Nel 2007 i ricoverati stranieri sono stati 9485, 2719 in day hospital.

Aggiornata il 16 maggio 2013