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Percorsi protetti per utenti disabili esordiscono al San Giovanni di Dio

IL PICCOLO

3 giugno 2018

È ormai vicino l’avvio annunciato e tanto atteso del Progetto Delfino, che renderà l’ospedale San Giovanni di Gorizia il primo in regione davvero accessibile ed accogliente per le persone con disabilità. Con riferimento particolare al Pronto soccorso, dove sostanzialmente stanno per essere attivati percorsi e spazi dedicati alla disabilità.

Il Progetto Delfino si ispira ad un'esperienza già sperimentata da un decennio (e con successo) a Mantova: all'interno dell'ospedale San Giovanni di Dio sono stati individuati degli spazi, dove i soggetti disabili - in primis quelli intellettivi e relazionali, anche se ovviamente il progetto guarda anche a tutti gli altri - potranno svolgere visite, prelievi, terapie o accedere al Pronto soccorso in un ambiente pensato per loro, seguiti da personale formato e senza lo stress psicologico e fisico di lunghe attese, code o spostamenti nei vari reparti. «Si tratta di un’iniziativa che abbiamo progettato e che stiamo portando avanti di concerto con le associazioni che si occupano di disabilità e operano sul territorio - racconta il direttore generale dell’Azienda sanitaria “Bassa Friulana - Isontina” -. Saremo in grado di attivare percorsi protetti per i soggetti che, per le loro particolari condizioni, hanno esigenze diverse da quelle delle altre persone. Il Progetto Delfino è un passo in avanti importante, perché permetterà di gestire meglio molte situazioni delicate».

L’auspicio dell’utenza e di tutte le associazioni che hanno fortemente voluto l’attivazione del nuovo servizio è che questo possa partire quanto prima, perché al momento il percorso non si è ancora del tutto completato. «Sostanzialmente tutti gli aspetti sono stati definiti - spiega Mario Brancati, presidente dell’Anffas ma anche punto di riferimento sul territorio per la Consulta dei disabili -, ma finora concretamente il servizio non è attivo. E infatti riceviamo spesso segnalazioni e richieste da parte di utenti o famiglie che chiedono notizie in merito. So che è stato individuato il personale formato da destinare all’accompagnamento dei pazienti, mentre vanno ancora attrezzati gli spazi necessari. È importante che ciò avvenga presto, perché non è possibile assistere ancora a casi di persone colpite da disabilità e costrette ad attendere ore e ore, in condizioni molto disagevoli, prima di essere visitate».

Di fatto con il Progetto Delfino verrà attivato un secondo “codice rosso” di priorità dedicato proprio ai disabili, e che sarà ovviamente subordinato ai casi più gravi e urgenti che i sanitari si troveranno a dover affrontare. Il nuovo servizio al Pronto soccorso si inserisce nel solco di una strategia di più forte e mirata attenzione ai soggetti più deboli della società che l’Azienda sanitaria, sempre di concerto con le associazioni dei disabili, ha varato negli ultimi mesi. Assieme all’Anffas, ad esempio, nei mesi scorsi è stata presentata la nuova Carta dei servizi tradotta in linguaggio facile da leggere (con lo standard internazionale

“Easy to read”), che permette a tutti, dai disabili agli anziani, fino agli stranieri, di comprendere le informazioni basilari di un documento estremamente complesso, che riassume di fatto l’offerta ospedaliera e assistenziale sul territorio.

Aggiornata il 5 giugno 2018