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Ass Triestina e medici di famiglia, un patto per la salute della città

Un accordo sperimentale che rafforza il ruolo di decisore clinico del medico

17 luglio 2012

Al via il progetto " Pay for Health" volto a costruire azioni mirate per la cronicità

Redazione 17 luglio 2012 - Una riduzione di 5 mmHg di pressione arteriosa sistolica su 10 mila persone ipertese significa potenzialmente evitare ogni anno 398 eventi cardiovascolari maggiori; 183 casi di cardiopatia ischemica; 59 casi di scompenso cardiaco; 203 ictus; 135 morti cardiovascolari; 125 morti per altre cause.

Ridurre il colesterolo Ldl di 4,4 mg/dl su 10 mila persone ad alto rischio cardiovascolare significa invece poter evitare potenzialmente, nell'arco di un anno, quasi cinque eventi vascolari maggiori (infarto non fatale e morte cardiovascolare); 4,2 rivascolarizzazioni coronariche percutanee o chirurgiche; 1,3 ictus e 2,5 morti per qualsiasi causa.

Sono solo alcuni esempi dei risultati che si possono ottenere mettendo in atto azioni mirate su precisi obiettivi di salute, così da ridurre l'acutizzarsi delle patologie, limitare i ricoveri, le complicanze e le disabilità.

Da queste premesse prende il via un percorso sperimentale, reso possibile dal " patto" sottoscritto tra Azienda per i Servizi Sanitari n.1 Triestina, Fimmg-Federazione italiana medici di medicina generale; Snami- Sindacato nazionale autonomo medici italiani e Simg-Società italiana di medicina generale.

L'iniziativa, tra le prime del genere a livello nazionale, è preliminare alla stipula di un accordo aziendale volto a definire un nuovo modello di lavoro, basato sulla definizione di obiettivi clinici, sulla misurazione dei risultati in termini di salute e su meccanismi incentivanti proporzionali al livello di raggiungimento di tali obiettivi.

" Attraverso questa progettualità - spiega il direttore generale di ASS1 Fabio Samani - si vuole rafforzare il ruolo di decisore clinico del medico di famiglia nell'ambito delle dinamiche organizzative di Distretto, indirizzando la sua azione professionale verso obiettivi misurabili che possano avere effetti positivi sulla salute della comunità".

Gli obiettivi di salute proposti dall'ASS, accompagnati da indicatori stabiliti in collaborazione con i medici di famiglia, riguarderanno principalmente la gestione delle situazioni di cronicità, l'identificazione di popolazioni a rischio, la valutazione e la correzione di fattori di rischio, il raggiungimento di target terapeutici, l'aderenza a percorsi diagnostico terapeutico assistenziali. Il tutto attraverso un percorso condiviso, tra pari, in incontri di confronto sui dati e sui comportamenti e lungo un percorso continuo di formazione sul campo.

Si tratta di un impegno che può avere un impatto notevole sulla salute pubblica. Basti pensare che a Trieste si stima vi siano circa 20 mila persone ad alto rischio cardiovascolare e quasi 22 mila a rischio intermedio, non meno di 16 mila diabetici e circa 55 mila ipertesi.

" In un contesto di risorse limitate - sottolinea Fabio Samani - questo nuovo approccio potrebbe consentire di garantire sostenibilità al sistema premiando al tempo stesso il merito sulla base dei risultati raggiunti. Ecco perché parliamo di " Pay for Health": vogliamo mettere al centro la salute della popolazione, e non il numero di prestazioni erogate, e

riconoscere la qualità professionale di chi ottiene risultati migliori. L'obiettivo non è quindi il risparmio fine a se stesso. Applicare principi di appropriatezza significa invece costruire nuove opportunità per liberare risorse reindirizzandole verso obiettivi espliciti di salute, in un circolo virtuoso".

Un medico che - ad esempio - utilizzi correttamente i farmaci cardiologici e diabetologici inseriti nel Prontuario terapeutico di area vasta, che rispetti le liste di prioritarizzazione clinica per le visite specialistiche, che abbia una buona percentuale di pazienti portati a target terapeutico per il rischio lipidico o per la pressione arteriosa è un medico attento non soltanto alla salute dei suoi assistiti, ma anche al corretto uso delle risorse del servizio sanitario. Una medicina generale di qualità oggi è dunque in grado di entrare a pieno titolo nei processi programmatori delle attività distrettuali e di partecipare responsabilmente, con il proprio operato, sia ai risultati di salute sia a quelli di governo economico di un'azienda sanitaria.

Aggiornata il 16 maggio 2013